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Il Barbiere di Siviglia

01/01/2017Concerti
Domenica 1 gennaio ore 17,30 – martedì 3 gennaio ore 20,30
Sala dell’Anfiteatro Palacongressi di Rimini

Nell’ambito degli eventi de “Il capodanno più lungo del Mondo”, il tradizionale capodanno lirico inaugura il 2017 sulle note de “il Barbiere di Siviglia”.
Domenica 1 gennaio 2017 alle ore 17,30 con replica martedì 3 gennaio alle ore 20,30 nella sala dell’Anfiteatro del Palacongressi di Rimini va in scena il melodramma buffo in due atti di Gioachino Rossini, libretto di Cesare Sterbini, tratto dalla commedia omonima di Caron de Beaumarchais.

L’Opera, prodotta dall’associazione Coro Lirico città di Rimini Amintore Galli con il patrocinio e il contributo del Comune di Rimini, avrà la regia di Paolo Panizza, con l’Orchestra Arcangelo Corelli di Ravenna e il Coro Lirico città di Rimini Amintore Galli preparato dal M° Matteo Salvemini, diretti dal Maestro concertatore Massimo Alessio Taddia.

Fra le opere più rappresentate al mondo, il Barbiere di Siviglia narra la storia di Rosina una giovane orfana sivigliana amata dal conte d’Almaviva. Bartolo, il vecchio tutore della ragazza, è interessato alla sua dote e, per evitare sorprese, tiene Rosina segregata in casa proibendole ogni contatto con l'esterno. Il conte d'Almaviva si avvale dell’aiuto del barbiere\factotum Figaro che escogita per lui alcuni stratagemmi per far sì che, sotto le mentite spoglie del giovane e povero Lindoro, riesca a comunicare con l'amata attraverso dei biglietti. Bartolo, intanto, gelosissimo, decide di sposare Rosina e per screditare l'avversario lo calunnia. Interviene Figaro con i suoi escamotage perché il tutore non l'abbia vinta e l’amore, infine, trionfi.

Note di Regia. A Cura di Paolo Panizza
Nel 2016 “Il barbiere di Siviglia” ha compiuto 200 anni tondi tondi, ma anziché invecchiare si mantiene in gran forma e celebra il successo ad ogni rappresentazione. il motivo della sua smagliante e imperitura forma sta tutto nella musica di Rossini e nella commedia di Beaumarchais, da cui è tratto il libretto, che si fondono perfettamente in quella che è considerata l’opera buffa per eccellenza e che vivono di perfetti meccanismi senza tempo, tra musica e parola, grande poesia e piccola umanità.
Il comico scaturisce dalla situazione, dai meravigliosi personaggi e dall’inesauribile fantasia musicale del compositore pesarese.
Uno degli errori più comuni nel fare la regia di un’opera buffa, secondo me, è quello di farsi prendere la mano e di aggiungere gag, macchiette e sovrapposizioni comiche sul comico creando un’eco di ridondanza che molto spesso annulla l’effetto voluto nonché la gioia che permea tutta l’opera. Certo i personaggi vanno caratterizzati, ma non omologati in una chiave di lettura che li appesantisca di gesti, smorfie e cialtronerie varie. Spesso si vede anche questo, ma io preferisco ascoltare la musica e farmi guidare dalle note che sono sì divertenti, ma anche eleganti e persino primitive, sensoriali, nel senso che muovono al riso come un riflesso del bambino che è rimasto dentro di noi, senza un apparente motivo. Rossini ha letto l’animo umano, dalla parte del sorriso. Da regista mi piacerebbe mettere in luce le tante sfumature intelligenti e mantenere un equilibrio tra le parti più romantiche, che pur ci sono, e quelle più dichiaratamente comiche. Nei momenti poi di pazzia “rossiniana” magari ci si può concedere qualche idea divertente (si spera) perché qui anche il compositore vuole un po’ di sfrenatezza e di sfrontatezza.
Lo spazio del bellissimo Anfiteatro del Palacongressi di Rimini, che non è un teatro vero e proprio e che non permette di montare una vera e propria scenografia, mi obbliga a trovare delle soluzioni particolari. Sarà lo stimolo per rendere lo spettacolo ancor più particolare, simpatico e focalizzato sugli eccellenti artisti del coro e del cast.

Personaggi e interpreti:
Edoardo Milletti (Tenore) nel ruolo del Conte d’Almaviva; Carlo Torriani (Basso buffo) nel ruolo di Don Bartolo, tutore di Rosina; Irene Molinari (Contralto) nel ruolo di Rosina giovane orfana amata dal Conte d’Almaviva; Daniele Caputo (Baritono) nel ruolo di Figaro, il barbiere; Graziano Dallavalle (Basso) nel ruolo di Don Basilio, maestro di musica di Rosina. Ilaria Zanetti (Soprano) nel ruolo di Berta, vecchia governante in casa di Bartolo. Coro: un ufficiale, un alcade, o magistrato - un Notaio, alguazil (birri) soldati - suonatori