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L'ultimo saluto a Marina Busignani Reffi

Una donna originale e appassionata, protagonista degli ultimi decenni di vita del nostro Paese. L’ultimo saluto della Repubblica a Marina Busignani Reffi ha rispecchiato, nel carattere e nella fierezza, questa sammarinese assolutamente unica. I Capitani Reggenti e i rappresentanti di tutto il mondo politico, culturale e sociale si sono stretti con affetto e cordoglio alla figlia Marilia. Durante la funzione religiosa, Don Eligio Gosti ha definito Marina Busignani Reffi “una donna di valore e una artista eccezionale che ha affermato, nelle sue opere, il raggio della divinità”. I capolavori, ha detto Don Gosti, sono l’annuncio della presenza divina. E Marina, dopo avere contemplato il bello, si è fatta bandiera per innalzare il bene. Ha servito l’arte, il Paese e tutti coloro che potevano aver bisogno di lei.” 'Marina era una autentica forza della natura - queste le parole di Patrizia Busignani durante la commemorazione civile - E’ stata una donna che ha speso la sua vita in favore della parità. L’artista, diceva, è colui che ha dentro di sé dei principi che poi esprime. E questa è sempre stata la sua battaglia, quella della libertà di essere, di scegliere con il coraggio e la generosità di chi non teme l’isolamento'. Studentessa a Bologna - ha ricordato Patrizia Busignani - Marina ha avuto grandi maestri come Morandi, Guidi e Minguzzi. Poi una lunga amicizia con Emilio Vedova di cui non si era mai fatta alcun vanto. Nel 1976 incoraggiò lo sforzo degli artisti sammarinesi di costituirsi in associazione e nel 78 fù la prima presidente dell’Asart. Le sue opere sono arrivate in tanti Paesi del mondo “dove io – scherzava – non sono mai andata”. Il riconoscimento di cui andava più fiera glielo conferì la Francia, nominandola Cavaliere delle opere e delle arti. E’ stata commissario alla Biennale di Venezia dove, per prima, rappresentò San Marino. Ma fu anche la prima donna ad entrare nella direzione del Partito Socialista e la prima ad essere eletta in Consiglio Grande e Generale, incarico a cui rinunciò in favore del marito, Giordano Bruno Reffi, eletto anche lui nella stessa lista. Era, per tutte le ragazze che fondarono l’Unione Donne Sammarinesi, un punto di riferimento. E l’ultimo pensiero di Patrizia Busignani è andato proprio alle donne che hanno combattuto, in prima linea, per la parità dei diritti e che oggi non ci sono più. “Noi tutte - ha detto - a prescindere dalle convinzioni religiose, vogliamo pensare che Emma, Gloriana e Marina siano insieme in qualche luogo dello spirito”.