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Il Cristo di Michelangelo: Balestrieri e Boccardelli indagati a Torino e San Marino

San Marino - Il Cristo di Michelangelo: Balestrieri e Boccardelli indagati a Torino e San Marino
Relazioni incrinate tra il Patriarca Maximos V e il Conte Ugolini

In entrambe le inchieste sono indagati Giorgio Hugo Balestrieri e Angelo Boccardelli, intestatari della cassetta di sicurezza dell’Euro Commercial Bank. Balestrieri è libero negli Stati Uniti, pur essendo inseguito da un mandato di cattura della Dda di Reggio Calabria, Boccardelli sta scontando 7 anni e mezzo di carcere per una associazione a delinquere legata alla cosca ndranghetista Molè di Gioia Tauro. Dopo la morte, nel 2006, del Conte Ugolini, il Cristo attribuito a Michelangelo rimase nella loro disponibilità. Il sostituto procuratore di Torino Giuseppe Ferrando li ha indagati fin dal febbraio 2011, ipotizzando l’esportazione clandestina di opera d’arte. “Ci sono forti elementi per far ritenere l’opera autentica – afferma Ferrando – ma quando San Marino risponderà alla nostra richiesta di sequestro è possibile che venga disposta una nuova perizia collegiale”. Sul crocifisso indaga Torino perché è li che si è radicata la competenza dopo l’inerzia sul caso delle procure di Reggio Calabria e Velletri, pur sollecitate da informative dei Carabinieri del Nucleo Patrimonio Artistico e Culturale. Intanto il Patriarca Melchita Gregorios III non ha ancora preso decisioni sul da farsi, pur essendo stato informato che il presunto Cristo di Michelangelo fu consegnato nel 1979 dal suo predecessore Maximos V al Conte Ugolini. “Successivamente – ci racconta dalla sede del Patriarcato di Damasco il diacono Juan Pedro De Gant – le relazioni tra Maximos V e il Conte Ugolini si incrinarono, ma – aggiunge – non ne conosco le ragioni”.

Luca Salvatori