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A Betlemme un'atmosfera natalizia gioiosa

A Betlemme un'atmosfera natalizia gioiosa

Un Natale caratterizzato da una grande folla di pellegrini e da un'atomosfera gioiosa: cosi' la stampa palestinese descrive lo svolgimento delle festività svoltesi a Betlemme alla presenza del patriarca latino Fouad Twal, del presidente dell'Anp Abu Mazen e della responsabile della politica estera dell'Ue Catherine Ashton. I giornali di Ramallah evidenziano le parole di speranza pronunciate da Abu Mazen - che ha preannunciato l'imminente scarcerazione di decine di palestinesi detenuti in Israele e anche una futura ''Palestina libera'' - ed il monito del patriarca Twal secondo cui i palestinesi dovrebbero astenersi dall'emigrare e restare piuttosto nei Territori, malgrado le difficolta'. Il Patriarca ha anche auspicato che fra palestinesi ed israeliani - impegnati da mesi in complessi negoziati - ''sia raggiunta una soluzione giusta ed equa''. L'agenzia di stampa palestinese Wafa rileva intanto con soddisfazione che in questa occasione Betlemme ha ostentato ''una moltitudine di luci, alberi natalizi, visitatori da Paesi diversi, un miscuglio di lingue fra cui arabo, inglese, spagnolo, francese, indonesiano e dialetti africani''. Assenti invece le attiviste di Femen che nelle settimane passate avevano preannunciato una clamorosa sortita in Piazza delle Mangiatoia in occasione del Natale. Il ministero palestinese del turismo ha calcolato che nella notte di Natale sono entrati a Betlemme 10 mila pellegrini. Complessivamente, in questi giorni, l'hanno visitata 25 mila persone. Si tratta di un netto aumento, viene affermato, rispetto agli anni precedenti. A turbare fra i palestinesi le celebrazioni natalizie sono giunte comunque martedì le notizie di nuovi incidenti fra Israele e Gaza ed in particolare la morte nella striscia di una bambina di quasi quattro anni. Per il negoziatore palestinese Saeb Erekat si e' trattato di un ''regalo di Natale criminale'' da parte di Israele. Il governo di Benyamin Netanyahu ha replicato biasimando a sua volta Abu Mazen perchè si è astenuto dal condannare una serie di attentati palestinesi: fra cui la uccisione di un civile da parte di un cecchino di Gaza, che ha innescato martedì le violenze.