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Ucraina: un anno né di Pace né di Guerra

Viktoria Polishchuk
La corrispondenza settimanale di Viktoria Polishchuk

Né in guerra né in Pace, è stato così l'anno dell'Ucraina. Il 2016 non ha portato soluzioni nel conflitto nel Donbas. I colloqui del Gruppo di Contatto Trilaterale, si sono regolarmente tenuti a Minsk, ma sono regolarmente falliti. La Russia ha detto che Kiev deve modificare la costituzione e tenere elezioni nel Donbas. L'Ucraina non è d'accordo. E' il primo anno, dall'inizio del conflitto, che in Ucraina non sono state organizzate mobilitazioni. In dicembre si sono spesso verificati conflitti a fuoco nell'est del Paese. Nel 2016 è anche proseguita l'ondata di de-comunistizzazione. Lo scorso anno sono stati abbattuti 1320 monumenti dedicati a Lenin in Ucraina. Il nuovo nome Dnipro city è comparso sulle mappe (in precedenza Dnipropetrovsk) così come Kropivnitskiy (in precedenza Kirovograd). Nel 2015 Petro Poroshenko aveva promesso un regime di visti liberi con l'Unione Europea dal 1 gennaio 2016. Durante il 2016 per almeno 4 volte è stato annunciato il varo di visti liberi entro la fine dell'anno. L'ultima volta che è accaduto è stato il 24 novembre. Kiev ha soddisfatto tutte le richieste avanzate da Bruxelles. L'ultima di queste era il lancio della dichiarazione elettronica dei funzionari. Gli ucraini impoveriti si augurano che il prossimo anno porti quei risultati voluti da Euromaidan.