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Dottoressa annuncia dimissioni su Facebook. Segretario Santi: "difficoltà del sistema sanitario ad attrarre medici"

Pediatria
Un gesto che arriva in un periodo difficile per un settore a corto di medici, sia a San Marino che in Italia.

Una decisione “sofferta” e “a lungo meditata” quella presa dalla dottoressa Elisa Giacomoni che ha scelto Facebook per annunciare le sue dimissioni come medico pediatra all'ISS. Nel post sul social network Giacomoni si rivolge ai genitori dei bimbi da lei seguiti: un messaggio che fa tornare in mente i periodi critici passati dal reparto a causa della carenza di medici.

Come nel 2015, quando l'associazione Pro Bimbi parlava di “emergenza” per i pochi pediatri rimasti, del continuo avvicendarsi dei medici e di sfiducia delle famiglie. Dall'ISS confermano la consegna della lettera di dimissioni.

Quello di pediatria, insieme al pronto soccorso e alla ginecologia è uno dei reparti più in crisi per carenza di personale, spiega il segretario di Stato alla Sanità, Franco Santi. Una situazione che metterebbe a nudo le difficoltà del sistema sanitario sammarinese di attrarre medici. La causa, dice Santi, è una serie di mancate scelte passate. La chiave, quindi, è rendere più attrattivo per un professionista venire a lavorare a San Marino, in termini di trattamento economico e contrattuale.

Il sistema, spiega il responsabile della Sanità, non è in grado di offrire un contratto a tempo indeterminato in modo certo e veloce. Poi c'è la questione previdenziale: in base a un accordo del '74 - prosegue - i medici italiani iscritti a determinati fondi non riescono a totalizzare i periodi contributivi.

La soluzione prospettata dal segretario di Stato è mettere mano all'accordo. Cosa non facile adesso, anticipa, con un'Italia verso le elezioni. “Presto presenteremo una proposta per modificare la legge di riferimento per il personale del corpo sanitario, la 153/91”, afferma Santi, di fronte ad una carenza di pediatri che è problema anche in Italia. “Ci troviamo a competere con aziende sanitarie a noi vicine – dice - che fanno di tutto pur di trattenere i loro professionisti”.

Mauro Torresi