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L'arte del pizzaiolo napoletano è patrimonio UNESCO

Che fosse un'arte tutta partenopea lo si sapeva da tempo, ma ora è il mondo a riconoscerla: l'arte del “pizzaiuolo” napoletano è Patrimonio dell'umanità. Ad annunciarlo in diretta Facebook, la delegazione italiana presente sull'isola di Jeju in Corea del Sud dove si riuniva il comitato per la salvaguardia del patrimonio culturale Immateriale dell'Unesco. Annuncio a cui è seguito la conferma via Twitter dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina: "Vittoria! Identità enogastronomica italiana sempre più tutelata nel mondo".

Festeggia Napoli e festeggia la Coldiretti, protagonista della più grande raccolta di firme a sostegno di una candidatura mai realizzata prima, insieme all'Associazione Pizzaiuoli Napoletani e alla fondazione UniVerde. La tutela dell'Unesco è stata riconosciuta - spiega la Coldiretti - per "il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l'impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale”. Per molti giovani praticanti - conclude la Coldretti - diventare Pizzaiuolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale".

La campagna World Petition #pizzaUnesco era stata lanciata da Pecoraro Scanio, nel 2014, sulla piattaforma di petizioni on-line Change.org. Per il Belpaese si tratta del 58esimo bene tutelato (settimo patrimonio immateriale riconosciuto), il nono in Campania.