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Stop agli sprechi d'acqua: la politica al lavoro partendo dalle istanze d'Arengo

La siccità della scorsa estate
Tre le istanze - approvate - per limitare gli sprechi della rete idrica e sfruttare sistemi di raccolta.

Quello dell'emergenza idrica della scorsa estate è un evento che ha segnato i sammarinesi: tre le istanze d'Arengo dedicate al risparmio di acqua che i cittadini hanno preparato proponendo diversi strumenti e soluzioni per limitare gli sprechi. Le richieste sono state promosse dal Consiglio che le ha approvate l'11 gennaio.

Quali sono le novità ipotizzate? In primo piano, la richiesta di realizzare nuovi contatori con telelettura. Un'operazione che potrebbe portare alla sostituzione di 19mila dispositivi per un costo stimato dall'Aass in circa tre milioni di euro. Con i nuovi contatori, magari collegati alla fibra ottica dell'Azienda dei servizi, si potranno ridurre le perdite occulte visto che i consumi del sistema saranno monitorati da remoto tramite un software. A spiegarlo è il segretario di Stato Marco Podeschi. La rete idrica sammarinese disperde dal 18 al 19 per cento di acqua, in base a dati Aass dell'agosto 2017. Percentuali in qualche modo confortanti, se paragonate alla vicina Italia.

Poi c'è il tema della raccolta della pioggia e della neve da riutilizzare in casi d'emergenza. I cittadini hanno chiesto di avviare uno studio per riutilizzare gli antichi sistemi di raccolta. L'aula ha acconsentito. Tra le diverse richieste c'è l'introduzione di un sistema di serbatoi nelle case. Per questo, specifica Podeschi, c'è da fare un piano per l'edilizia esistente. Allo stesso tempo, anticipa che si sta ragionando per usare questi strumenti negli edifici pubblici.

Una questione annosa è la realizzazione di un invaso a San Marino. Circa 10 anni fa fu fatto uno studio tecnico, come ricorda il Segretario di Stato. “Si tratta di riprenderlo in mano”, dice, guardando alla sostenibilità economica e al nuovo piano urbanistico.

Mauro Torresi