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Sanatoria edilizia: solo 19 domande, tempo fino al 15 giugno poi sanzioni "aspre"

Cantieri edili
Il nuovo Testo unico prevede sanzioni trimestrali ogni volta triplicate per chi, scoperto, non si mette in regola.

Dopo l'approvazione del nuovo Testo unico delle leggi urbanistiche ed edilizie, l'invito delle istituzioni è stato chiaro: uscite allo scoperto e mettetevi in regola in caso di abusi del passato. Per farlo, c'è la sanatoria straordinaria destinata a tutti i cittadini e ad ogni tipo di immobile.

Tramite una domanda di concessione, da presentare all'ufficio per l'edilizia, si potrà 'voltare pagina' e regolarizzare la situazione. Il cittadino che la richiede dovrà pagare una somma commisurata alla funzione dell'abuso edilizio e alla metratura. Per farlo, c'è tempo fino al 15 giugno 2018. L'opera dovrà essere a norma perché l'operazione vada a buon fine.

Ad oggi, le domande presentate sono state solamente 19. Un numero che, tuttavia, non stupisce le istituzioni che prevedono un afflusso in massa negli ultimi periodi. Il 2018 ha portato un cambio di normative e disposizioni, in primis con il testo unico che entrerà in vigore il 12 febbraio prossimo. Così sono cambiate anche le sanzioni.

Gli addetti ai lavori avvertono che le persone non in regola dopo la sanatoria, se scoperte, andranno incontro a sanzioni “aspre”. Ad esempio: per una tettoia abusiva, la cifra da pagare potrà andare dai 1000 ai 5000 euro. Finché l'opera non sarà demolita o la situazione ripristinata alla normalità, con i successivi accertamenti trimestrali l'importo sarà ogni volta triplicato. Dopo 18 mesi, se non eliminato, il bene diventerà di proprietà dello Stato. Un'opzione, questa, che dovrà essere regolamentata.

Il segretario di Stato al Territorio, Augusto Michelotti, esorta tutti i cittadini a usufruire di questa possibilità. L'alternativa è lo scenario ben peggiore, con il rischio delle sanzioni 'esponenziali'.

Mauro Torresi