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Terremoto nella Sanità: i Direttori Uoc dell'Iss minacciano di dimettersi. Santi: "Le risposte alle loro richieste sono tutte sul tavolo"

Interni ospedale
Opposizione all'attacco. Psd, "si separi Iss dalla Pa; Ps, "la Sanità non è una riserva indiana di Santi; Dim, "no alla logica dell'emergenza e sì a lungimiranza"

Sono preoccupati, stanchi e amareggiati. Nella lettera inviata a istituzioni, politica e sindacati, i direttori Uoc dell'Iss chiedono decisioni risolutive, altrimenti non saranno più in grado di garantire la necessaria qualità dei servizi e si vedranno costretti a rimettere gli incarichi “con modalità condivisa e con totale adesione”. Ricordano l'impegno di tutti nel garantire la continuità dei servizi, “ma che – avvertono - non potrà durare a lungo sia per il forte impatto psico-fisico, sia perché non risolutivo dei problemi esistenti”.

Rilevano con amarezza l'assenza degli interventi auspicati e registrano, con vivo stupore, la sola pubblicazione del Decreto Delegato sul trattamento retributivo della dirigenza pubblica “le cui indicazioni – scrivono - si muovono in direzione esattamente opposta a quanto indicato per rendere attrattive le condizioni di lavoro dei medici nella nostra realtà”.

Elencano nove punti: dal ridimensionamento dei servizi essenziali a disparità retributive e normative. Questioni non solo economiche ma anche formative, compresa l'impossibilità, per i medici pensionati sammarinesi, di svolgere la professione senza revoca della pensione. Le reazioni dell'opposizione non si sono fatte attendere. Il Psd punta il dito contro l'assenza di una strategia di rilancio dell'ospedale e individua nella separazione dell'Iss dalla Pa il passo più importante. Per il Ps la Sanità non è una riserva indiana di Santi. Definisce il secco no ad un comma specifico in Consiglio, “l'ennesimo passo falso di questa legislatura” e la messa sotto tutela della gestione dell’ISS tramite la continua e imbarazzante protezione politica della maggioranza, un clamoroso autogol. Dim rigetta la logica dell’emergenza e chiede interventi lungimiranti. La Sanità pubblica potrà tornare ad essere un fiore all’occhiello – scrive – se smetterà di essere preda degli appetiti dei partiti. E' un ospedale – attacca - che soffre degli stessi mali della P.A, a beneficio dei privati.

La lettera dei primari non è un fulmine a ciel sereno per Franco Santi che però – ammette – non si aspettava questi toni. “Se l'obiettivo è spronare chi ha responsabilità ad essere più incisivo e veloce – commenta - ci sta. Le risposte però sono già tutte sul tavolo e corrispondono in larghissima parte a quanto viene richiesto”. Fra il dire e il fare ci sono la prassi politica, i tempi del Consiglio. “L'Esecutivo – assicura - ha programmato i vari passaggi e il Comitato Esecutivo sta facendo la sua parte”. Riguardo al decreto di aprile, verrà modificato. “Con Zanotti – dice – lo abbiamo assicurato in un incontro, dieci giorni fa.” Le modifiche – condivise - sono pronte in prima bozza. Ci sarà un nuovo incontro. Sulle regole pensionistiche, “nella riforma previdenziale che verrà portata in Aula entro l'anno – assicura – i primari troveranno tutte le risposte alle loro richieste. Le priorità sono state già individuate e sottoposte alla loro attenzione. Non stiamo parlando lingue diverse. Sono il primo – conclude - a volere che il personale medico venga messo nelle condizioni di lavorare al meglio. Stiamo tutti lavorando per questo”.

MF