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Nuovo Comitato Referendario sulla variante al Prg di Rovereta

Nella mattinata di mercoledì 7 ottobre, è stata presentata in Segreteria Istituzionale la documentazione necessaria per la costituzione di un nuovo comitato referendario, in merito alla variante di PRG della zona parco di Rovereta, questa volta con l’obbiettivo di proporre un quesito abrogativo, che recita:
Volete voi abrogare la Legge 7 agosto 2015 n.137 , intitolata MODIFICHE ALLA LEGGE 29 GENNAIO 1992 N.7 – PIANO REGOLATORE GENERALE (P.R.G.) PER L’ATTUAZIONE DI INTERVENTI DI SVILUPPO ECONOMICO?
Lo stesso comitato che a settembre aveva ricevuto da parte del collegio dei garanti la non ammissibilità in merito alla prima presentazione del quesito (in quel caso propositivo), si è subito mobilitato per ricostituirsi e proporne così uno nuovo, questa volta abrogativo, in quanto il governo ad agosto, con una convocazione straordinaria del Consiglio Grande e Generala, ha approvato la legge, menzionata nel quesito.
Nuovamente i cittadini hanno risposto in maniera positiva e celere al comitato che si è ricostituito, e in breve tempo sono state raccolte 73 firme.
La variante di PRG della zona di Rovereta, deve essere di monito a tutta la popolazione, e non deve essere lasciata sulle spalle dei soli residenti del castello di Serravalle. Il modo di operare della Segreteria al territorio, che cala dall’alto sulla cittadinanza, decisioni già prese, di così forte impatto ambientale, non deve poi stupire la stessa segreteria, se la popolazione si trova ad attivare i mezzi a propria disposizione per contrastare certe “decisioni-imposizioni”. La mega cementificazione della zona, viene pubblicizzata come la panacea di tutti i mali, nonostante i cittadini, le varie associazioni di categoria, l’assoc. micologica, e gran parte dell’opposizione, hanno sostenuto in questi mesi e in più occasioni una forte contrarietà alla variante.
Dobbiamo fare capire al governo di voler essere cittadini attivi nelle scelte del paese. Mai come in questo periodo è così fortemente richiesta da parte della cittadinanza la possibilità di esprimersi in merito a questo tipo di decisione. Lo dimostra la sempre più forte richiesta di partecipazione ai referendum e la sempre più forte attivazione di comitati in difesa del territorio e dell’ambiente.
Questa si chiama democrazia diretta, e farebbe risparmiare tempo e soldi al governo, se attraverso questo meraviglioso strumento che è il “Referendum”, decisioni così importanti, passassero prima ancora di giungere in Consiglio al vaglio della cittadinanza.
Il primo messaggio che il Comitato vuole trasmettere a tutti, e che la partecipazione della popolazione è importante, i comitati vanno sostenuti ed aiutati, perché il paese è di tutti e tutti ne devono essere custodi.