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La maggioranza interviene sul Piano di stabilità

La visita del Fondo Monetario ha consentito di effettuare un’ampia riflessione sullo stato delle risorse del Paese e sui progetti che occorre mettere in campo per favorire la crescita e con essa la soluzione ai problemi che la ‘vecchia economia’ ha generato.
La maggioranza e il Governo propongono a questo punto di progettare un “piano di stabilità nazionale”, da sottoporre alle forze sociali e politiche, affinché i provvedimenti che dovranno essere adottati siano ampiamente dibattuti e, possibilmente, condivisi.
Gli obiettivi cruciali del ‘Piano’ sono stati affrontati nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Grande e Generale, ora si tratta di mettere nero su bianco, tracciando le linee a cui ci si atterrà per risolvere la crisi del sistema bancario, mettere in sicurezza il bilancio dello Stato e riavviare lo sviluppo con ritmi, ci auguriamo superiori, a quelli previsti dal Fondo Monetario stesso.
In sintesi si tratta di ridisegnare l’economia, dopo un lungo periodo in cui, giustamente, si è adeguato il Paese agli standard internazionali, ma non si è avuto il coraggio di affrontare i problemi interni e di cambiare vecchie gestioni che impedivano le soluzioni.
Il 2017 è stato l’anno in cui le contraddizioni sono state messe a nudo e sono stati introdotti i primi cambiamenti, aprendo la strada alla stagione delle riforme.
Il passaggio è complesso poiché riguarda la vita di tutti i cittadini e delle imprese, per questo in Consiglio Grande e Generale, al termine del lungo dibattito sulla visita del FMI introdotto da un’esauriente relazione del Segretario alle Finanze Celli, la maggioranza ha approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a presentare entro il prossimo 31 marzo, il “Piano di stabilità nazionale”, basato su quattro obiettivi: stabilità del sistema bancario, riforma di Banca Centrale, riforme strutturali, modalità di finanziamento del debito.
Si tratterà ovviamente di una proposta, necessaria a identificare azioni concrete dopo molti mesi di discussioni generali sui problemi del nostro Paese e sulla necessità di trovare soluzioni adeguate.
Per la stesura del Piano sarà necessaria la collaborazione di un advisor riconosciuto, in particolare per ottenere la certificazione a livello internazionale.
La maggioranza ritiene altrettanto importante l’affiancamento di un gruppo di professionalità sammarinesi, individuate attraverso una selezione ad evidenza pubblica, affinché le competenze acquisite durante il lavoro possano trovare applicazione nel futuro, coadiuvando il Governo e l’Amministrazione Pubblica.
Elementi di concretezza che probabilmente non sono piaciuti alla Democrazia Cristiana sebbene nel corso del dibattito consiliare, abbia criticato il Governo di non avere portato in discussione proposte concrete e operative, accusandolo di essersi limitato a ragionare sull’analisi dei problemi e l’individuazione d’indirizzi generali.

Ironico risulta constatare come, alla fine dello stesso dibattito, la stessa Democrazia Cristiana non abbia condiviso l’ordine del giorno della maggioranza proprio perché impegnava il Governo a fare quello che loro stessi chiedevano: proposte concrete in un piano da strutturare entro il 31 marzo prossimo, da portare al confronto con tutte le parti sociali e politiche.
Paradossalmente, dopo mesi di discussione, voleva che ancora ci si rivedesse attorno ad un tavolo senza una linea di indirizzo, avviando l’ennesima, e ormai poco utile, discussione generale sui problemi del Paese.
Ancora più paradossale è stato constatare come, nella conferenza stampa di ieri, lo stesso PDCS contesti pure l’apporto di consulenti specializzati che affiancheranno le parti sammarinesi nell’elaborazione di tali proposte, promuovendo in antitesi una sorta di “contro-tavolino” tutto autarchico per parlare ancora una volta in maniera generale dei vari problemi da affrontare.
Per quanto ci riguarda, crediamo che il momento cruciale per il futuro del nostro Paese imponga la massima serietà e assunzione di responsabilità da parte di tutta la classe politica.
Da parte della maggioranza c’è la massima apertura al dialogo e al confronto, per costruire un Piano di Stabilità Nazionale il più condiviso possibile, partendo ovviamente da linee di indirizzo concrete e da sviluppare, ma che devono essere elaborate sotto la responsabilità del Governo.
Come pre-condizione per il confronto, però, chiediamo serietà, convinti che non sia più il tempo delle strumentalizzazioni da due soldi, utili solo a gettare un po’ di fango sopra l’attività di governo. Queste polemiche sono deleterie proprio perché ostacolano la costruzione di quel dialogo concreto che tutti, almeno a parole, dicono di voler costruire.

Adesso.sm