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Ordine del giorno migranti: ecco cosa è stato approvato

Adesso.sm

Nella serata di ieri il Consiglio Grande e Generale ha approvato un ordine del giorno che spinge il Governo a individuare strade possibili e sostenibili attraverso cui San Marino possa dare un suo contributo sull’emergenza migranti che sta attraversando l’area mediterranea.
Un tema sul quale la stessa Reggenza ci ha invitati a riflettere nelle settimane scorse, facendo appello al nostro senso di responsabilità e alla comprovata capacità della cittadinanza e delle istituzioni sammarinesi di esprimere solidarietà attraverso l’accoglienza.
San Marino fa parte di una delle aree maggiormente interessate dai flussi migratori – la penisola italica – che in alcuni casi stanno influenzando gli equilibri democratici all’interno dei Paesi, sfociando anche in condannabili episodi di intolleranza.
San Marino non è un’isola in mezzo all’oceano, ma uno Stato che si trova all’interno della comunità internazionale che fa parte e ha diritto di dire la sua all’interno di organismi internazionali come OSCE, Consiglio d’Europa, PAM, ONU. Anche per questo, per far sì che la sua voce conti all’interno di quegli organismi, deve dare il suo piccolo contributo in questa emergenza, facendosi parte attiva nell’attuazione dei punti relativi alla tutala dei diritti dei migranti contenuti all’interno dell’Agenda 2030 dell’ONU.
Occorre prima di tutto sgomberare il campo da false informazioni che possono alimentare strumentalizzazioni politiche e populismi. Siamo fermamente convinti che bisogna agire, ove possibile, per consentire alle popolazioni di poter continuare a vivere nei Paesi di origine, che occorra mettere in atto azioni volte alla risoluzione dei conflitti, dare sostegno ai Paesi di appartenenza e promuovere progetti di sviluppo.
Questo indica chiaramente l’Ordine del Giorno approvato, per questo è necessario impegnarsi per continuare a sostenere nei consessi internazionali, in particolare in ambito Osce, e nella negoziazione dei prossimi mesi del Global compact on Migration and on Refugees, i diritti dei rifugiati e delle persone vittime di condizioni politiche ed economiche tragiche.
Occorre, nel frattempo, intensificare i rapporti con l’Italia, alla quale siamo legati non solo da rapporti di buon vicinato ma anche da amicizia e da una base culturale comune, supportando ove possibile progetti che riguardano la protezione e l’integrazione dei migranti, la solidarietà ma anche la lotta al crimine, con un’ottica di partenariato.
Per quanto riguarda il territorio, considerate le sue peculiarità dimensionali e sociali, San Marino ha la possibilità di sviluppare microprogetti di accoglienza, anche temporanea, con particolare attenzione per minori, donne o magari persone con disabilità che si trovano all’interno di questi flussi, coinvolgendo la comunità e le organizzazioni di volontariato. Ma si tratterebbe, è bene sottolinearlo per evitare strumentalizzazioni, di un numero adeguato alla nostra realtà, come peraltro è già stato fatto in passato senza nessun problema.
Il pericolo, paventato in questi ultimi tempi da alcune forze politiche e da alcuni media e amplificato dai social network, di un ingresso senza limiti di migranti che sottrarrebbero lavoro ai sammarinesi, è solo un tentativo di strumentalizzazione che rischia di alimentare sentimenti di paura e diffidenza nei confronti della diversità.

Adesso.sm