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Politiche per l'occupazione, è necessario superare la liberalizzazione delle assunzioni

Gli effetti della liberalizzazione delle assunzioni per tutti i livelli, introdotta con la "legge sullo sviluppo" dell'autunno scorso, non hanno portato nessun vantaggio alla occupazione dei sammarinesi e residenti. La CSU lo aveva previsto con largo anticipo, e i dati lo hanno confermato pienamente. Ora anche la stessa Segreteria di Sato per il Lavoro è costretta ad ammetterlo, come si evince dalle sue ultime comunicazioni pubbliche.

Infatti, siamo di fronte ad una parziale ripresa dell'occupazione nei settori privati, ma che è costituita quasi esclusivamente da lavoratori frontalieri. Le cifre sono molto eloquenti: i circa 250 occupati in più rispetto al periodo gennaio/febbraio di un anno fa, provengono quasi esclusivamente da fuori territorio, peraltro con inquadramenti molto bassi, a dimostrazione che sono lavoratori poco qualificati o inquadrati in maniera non conforme ai contratti di lavoro.

A San Marino dunque cresce l'occupazione nel privato, ma aumenta anche la disoccupazione interna... Si tratta di un paradosso insostenibile, che conferma una volta di più la forte opposizione messa in campo dalla CSU al provvedimento sulla completa liberalizzazione di tutte le assunzioni.

Lo stesso Segretario per il Lavoro, nel prendere atto di questa situazione, nelle comunicazioni pubbliche ha annunciato l'adozione di provvedimenti urgenti per favorire la collocazione dei sammarinesi e residenti, mentre nella Commissione per il lavoro, più specificatamente, ha espresso l'intenzione di aumentare l'aliquota per l'assunzione dei frontalieri, quale forma di "disincentivo" al ricorso al personale forense.

Ma da parte nostra ribadiamo che agire sull'inasprimento di tale forma di tassazione è una misura non condivisibile in linea di principio, oltre che inefficace e incapace di risolvere il problema, perché molte aziende non fanno altro che far scontare agli stessi lavoratori frontalieri il relativo costo, assumendoli in condizioni di sottotrattamento.

In realtà, quello che serve è il superamento della liberalizzazione delle assunzioni, reintroducendo norme che danno la precedenza all'occupazione dei sammarinesi e residenti iscritti alle liste di avviamento al lavoro. La liberalizzazione, semmai, potrà riguardare solo i livelli professionali più elevati, a fronte di curriculum e requisiti corrispondenti alle mansioni richieste.

In relazione ai bonus per gli ultracinquantenni e le donne, non siamo certo contrari, ma riteniamo che questa misura da sola non sia sufficiente, se non è accompagnata anche da altri provvedimenti volti ad "indurre" le stesse aziende ad assumere queste categorie di lavoratori.

In generale, invitiamo il Segretario di Stato per il Lavoro e il Governo a riconsiderare profondamente le politiche per il lavoro, e a rendersi realmente disponibili a ricercare soluzioni concertate con le organizzazioni sindacali, al fine di assicurare il diritto al lavoro e rafforzare la ripresa economica del paese.