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RF: Amnesie collettive

Possiamo capire l’imbarazzo del PSD nel dovere ammettere, dopo molte mistificazioni, che la nomina degli ex-vertici di Banca Centrale fu deliberata dal precedente governo, che vedeva proprio Giancarlo Capicchioni titolare della Segreteria di Stato alle Finanze e Iro Belluzzi titolare della Segreteria di Stato al Lavoro.

La nomina di Grais fu contrastata, in maniera aperta e ufficiale come si rileva dai verbali del Congresso di Stato, dalla sola Alleanza Popolare per il semplice fatto che fu frutto di una forzatura, non avendo Grais una condizione fondamentale prevista dal bando di reclutamento, ovvero la conoscenza della lingua italiana.

A questa forzatura se ne sono poi aggiunte altre. Tutti i Segretari di Stato di allora, con l’eccezione appunto di quello di Alleanza popolare, hanno approvato quella nomina.

Nessuno, in quel momento, rilevò i rapporti latenti con il sig. Confuorti anche se emerge sempre più chiaramente che qualcuno lo conosceva da tempo.

Infatti, è emerso che i rapporti di Confuorti con Grais e Savorelli sono antecedenti alle nomine in Banca Centrale dell’inizio del 2016. Addirittura nel 2014, come recentemente rilevato da notizie giornalistiche, il Segretario delle Finanze di allora, del PSD, sembra abbia attribuito a Confuorti ed altri incarichi per non meglio precisate consulenze strategiche.

Sui reali rapporti di Confuorti, uomo molto vicino agli ambienti di Comunione e Liberazione e al Meeting di Rimini, con la Repubblica di San Marino e su chi siano stati i suoi veri referenti, sembra che molto ancora debba essere detto.

Alcuni punti fermi però sono già emersi e vanno ribaditi:

i famosi stralci dell’inchiesta del Giudice Morsiani non contengono alcun collegamento tra gli attuali membri di Governo e Confuorti.
Fra coloro che sostengono l’esistenza di complicità dell’attuale Congresso di Stato con la famigerata combriccola, ci sono proprio quelli che - nonostante i propri passati ruoli di Governo - negano qualsiasi tipo di conoscenza di un personaggio che da tempo sembra abbia rapporti con il nostro Paese.
Per di più ancora non si vuole riconoscere che la continuazione della politica delle “bocce ferme” e della “polvere sotto il tappeto” avrebbe portato al collasso irreversibile del nostro sistema bancario.

Continuare a nascondere i problemi di Cassa di Risparmio, più volte segnalati dal FMI e dai responsabili di Banca Centrale che si sono susseguiti negli anni prima dell’avvento di Savorelli avrebbe certamente evitato, a chi faceva finta di non vedere, di rispondere a qualche domanda imbarazzante.

Sarebbe, purtroppo, costato molto caro a tutti i Sammarinesi, a iniziare dai risparmiatori che avrebbero visto a rischio i loro risparmi. Invece nessuno a San Marino, a differenza di quello che è avvenuto in molti altri Paesi, ha perso nulla.

La trasparenza paga sempre. I problemi, seppure creati da altri, vanno comunque affrontati. La vecchia politica, e i suoi rappresentanti ormai stanchi, dovrebbero prenderne atto.

Comunicato stampa
Repubblica Futura