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La delega alla Giustizia in questo Governo esiste?

La delega alla Giustizia in questo Governo esiste? Viene esercitata?
Ce lo chiediamo ormai da quasi un anno. Ci chiediamo perché la Commissione Affari di Giustizia non viene più riunita prima del Consiglio Giudiziario e quando è avvenuto è stato solo per insistente richiesta della componente di opposizione.
Ce lo chiediamo perché da quando è iniziata questa legislatura non è mai stata fatta una discussione sullo stato della Giustizia. Giacciono non sottoposte alle valutazioni politiche le relazioni del Magistrato Dirigente (quello che non piaceva a questa maggioranza), manca ad oggi la relazione dell’attuale Magistrato Dirigente.
E per queste ragioni non si conosce quale sia la linea politica in tema di Giustizia del Segretario di Stato e della maggioranza che lo sostiene.
Quali le priorità? Quali gli obbiettivi che la Segretaria di Stato vuole perseguire per migliorare il comparto?
Rispettando l’autonomia e l’indipendenza del potere giudiziario spetta in ogni caso alla politica dettare gli indirizzi e fornire gli strumenti. O il Governo vuole tenere la stessa posizione che ha assunto con Banca Centrale, con gli “strepitosi” risultati che sono sotto gli occhi di tutti?

La Giustizia come sta? Per un processo penale storico, che ha visto la sua conclusione in primo grado, quanti ne stanno giacendo?
Ci sono molte altre importantissime indagini in corso, che toccano direttamente l’opinione pubblica e la vita politica di questo Paese. Le indagini sul Centro Uffici, sulla vicenda relativa alle scommesse nel calcio, su alcuni episodi di molestie sessuali nella scuola, e di caporalato nella sanità. E ancora la vicenda del caso titoli, le inchieste sugli abusi di potere commessi nella vicenda Asset Banca e non ultima la ricusazione effettuata dallo Stato di un suo Commissario della Legge, che sta giacendo da sette mesi inevasa.

Tutte queste indagini, per legge, devono essere concluse entro termini ben precisi, con il fine di consegnare all’opinione pubblica il risultato degli accertamenti eseguiti ed, eventualmente, processare dove sussistano responsabilità.

Vorremmo sapere se i dati relativi al lavoro nella giustizia civile sono in via di miglioramento. Se i tempi di attesa per le sentenze – che interessano e toccano direttamente molti concittadini - sono ragionevoli o se vi sono ancora sacche di non accettabile lentezza che privano gli utenti di risposte tempestive alle loro istanze.
Di tutto questo però non si discute. Non sono pervenute né le intenzioni, né le progettualità della Segreteria di Stato per la Giustizia. Ancora una volta questo Governo sottomette la politica ad altre ragioni.
Fa più comodo denunciare come ingerenza una segnalazione al Consiglio d’Europa dimenticando che nella precedente legislatura ci si rivolse a Commissari che vennero e relazionarono senza che nessuno gridasse allo scandalo, senza che ciò costituisse una lesa maestà o venisse denunciato come comportamento disfattista contro il buon nome del Paese arrivando a scomodare, con grande viltà, immagini di tristi attentati.

Si potrebbe invece trovare condivisione nelle finalità: tutti auspichiamo una giustizia più efficiente possibile. Ma forse è questo che si vuole evitare?
A chi fa comodo che si continui ad avere un clima di scontro? Forse a chi vuole avere le sembianze di vittima per nascondere il proprio ruolo di carnefice del nostro sistema paese.

La nostra è una sfida politica: il Segretario Renzi eserciti la sua delega attivamente, ricerchi quella unità di intenti e condivisione di dati e di percorsi che anche la Legge prevede debba essere più ampia della maggioranza. Vedremo così se c’è la capacità politica di questo Governo di riportare l’istituto della Giustizia ad un funzionamento che risponda in maniera tempestiva, contribuendo così al buon funzionamento della Repubblica.

Cs L’Ufficio Stampa del PSD