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Liberato Calevo: operazione si è svolta a Sarzana

Liberato Calevo: operazione si è svolta a Sarzana
Rapitori traditi da una pizza

La Direzione Centrale Anticrimine, diretta dal Prefetto Gaetano Chiusolo, ha "messo in campo - prosegue la nota - sin dall'inizio del sequestro, tutte le migliori risorse a disposizione, con l'impiego di personale del Servizio Centrale Operativo, del Servizio Polizia Scientifica, per lo svolgimento delle attività di accertamento di natura tecnica, e del Servizio Controllo del Territorio con l'invio degli equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine". A quanto si è appreso, Calevo sarebbe stato trovato da solo nello scantinato di un'abitazione di uno dei sospettati.
- "E' stata una cosa bellissima". Lo ha detto la signora Sandra, madre di Andrea Calevo, subito dopo la liberazione del figlio. La donna ha ringraziato tutti per il lavoro che ha portato ad una conclusione positiva della vicenda.
- Andrea Calevo è stato rapito da un nonno, Pierluigi Destri, di 70 anni (e non lo zio come detto in precedenza), e da suo nipote Davide Bandoni, 20 anni, di Sarzana. Il sequestro è stato portato a termine con la complicità "certa" di un albanese. Sono in corso indagini per accertare eventuali altre responsabilità. Lo ha riferito il procuratore di Genova, Michele Di Lecce.
- I rapitori di Andrea Calevo sono stati traditi da una pizza. In una intercettazione telefonica i due che erano rimasti in casa ordinano, per telefono, una sola pizza che verrà loro consegnata poco più tardi. A quel punto gli investigatori hanno capito che quella 'pizza' era stata ordinata non tanto per gli abitanti della villetta, che erano due, ma per l'ostaggio che presumibilmente era nascosto nella stessa villetta. Questo è stato un indizio che ha fatto pensare agli investigatori che l'ostaggio fosse nella villetta.
- Con una lettera inviata il 24 dicembre e indirizzata alla madre di Andrea Calevo, i sequestratori dell'imprenditore spezzino liberato oggi con una operazione congiunta carabinieri-polizia hanno chiesto un riscatto di otto milioni di euro. Riscatto che non è stato pagato. Lo ha detto il procuratore di Genova, Michele Di Lecce, che ha voluto pubblicamente ringraziare l'operato di tutte le forze dell'ordine intervenute sul caso.