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Arrestato l'ex segretario di Stato Claudio Podeschi

Arrestato l'ex segretario di Stato Claudio Podeschi
Arresto eccellente a San Marino: l'ex segretario di Stato Claudio Podeschi portato in carcere ai Cappuccini, con l'accusa di riciclaggio

La magistratura sammarinese lancia la sua bomba: Claudio Podeschi, storico politico di punta, ex consigliere della Democrazia Cristiana e segretario di Stato per tanti anni, è stato arrestato attorno alle 16 dal nucleo antifrode della polizia e portato ai Cappuccini, dov'è stato rinchiuso con la pesante accusa di riciclaggio e per elevatissimo rischio di reiterazione del reato. Queste le motivazioni che però uno dei suoi avvocati difensori, Achille Campagna, al momento preferisce non commentare. Il nome di Podeschi era emerso in queste ultime settimane nell'ambito dell'indagine Mazzini, in particolare il suo presunto coinvolgimento nelle attività della Fondazione per la promozione economica e finanziaria sammarinese che faceva capo a Pietro Silva: attività sulle quali si è concentrata l'azione della magistratura negli ultimi mesi, che ha eseguito una serie di accertamenti patrimoniali e bancari. Nell'indagine si faceva riferimento a svariati milioni di euro passati proprio attraverso la Fondazione. L'avviso di garanzia che comunicava l'iscrizione tra gli indagati di Claudio Podeschi e di Pietro Silva, che infatti è già comparso in tribunale per parlare ai giudici, è rimbalzata agli onori delle cronache all'inizio del mese di giugno. L'altro avvocato difensore di Podeschi, Massimiliano Annetta, in quell'occasione aveva puntualizzato che il suo cliente non si sarebbe presentato in tribunale anche se convocato, perché tutto era coperto da segreto istruttorio e anzi prefigurava la violazione del diritto di difesa. Le anomalie legate alla Fondazione erano state oggetto di interpellanza già due anni fa, perché il liquidatore aveva riscontrato irregolarità. Interpellanze rimaste senza risposta.

Il primo commento politico sulla vicenda arriva da Marco Gatti, segretario della Dc, interpellato dall'agenzia Dire, che suggerisce di aspettare per dare un giudizio definitivo: "Finché non si prova il contrario - ha detto - ognuno è innocente. Ma qualora tutto fosse confermato, per il partito è una grande delusione. Ci sarebbe chi l'ha usato per scopi diversi. Sarebbe un prendere in giro gli elettori". Per Gatti, è giusto che chi ha sbagliato paghi, per cui "il tribunale deve andare fino in fondo con la maggiore celerità possibile, e se l'ipotesi di reato fosse confermata saremo molto duri, essere nella Dc comporta una responsabilità maggiore".

Francesca Biliotti