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È morto Pippo Maiani

Giuseppe Maiani
Classe 1924, esponente storico del pcs, poi dal '90 del psd. Due volte Capitano Reggente.

Ci sono uomini che, con la loro vita, diventano testimoni della storia di un Paese. E nelle sue pagine, la storia di San Marino, racconterà Pippo Maiani. Nato contadino, Capitano Reggente nel 1955 quando fu approvata la legge istitutiva dell'ISS. Combattente partigiano, vittima della ferocia nazi-fascista, dovette subire giorni di violenze e torture, dopo un rastrellamento delle SS sul Titano.
La povertà del dopoguerra lo costrinse in Francia e in Belgio per lavorare nelle miniere di carbone. Tornò in patria e dopo i fatti di Rovereta, fu condannato nel '59 assieme al collega Reggente Primo Bugli, socialista, a 15 anni di lavori pubblici, poi condonati nell'anno successivo. Di nuovo sul trono reggenziale nel 1982 e, da Capo diStato, ha ricevuto la visita di Papa Carol Wojtyla. Ha scritto tanto sul suo Paese e sono state testimonianze d'amore. A Fiorentino, dove viveva, ricordano le sue passeggiate con la moglie Marcellina, la compagna di una vita. E' stato il protagonista della componente di una sinistra che si stava formando all’ombra dei principi della nuova concezione di comunità: più sociale, più vicina alle fasce deboli della popolazione, ricorda il Psd. La visione di una nuova realtà, che abbracciò presentandosi alle elezioni del 5 settembre 1943. Una lista unica tesa a risolvere i problemi che la caduta del Fascismo, avvenuta solo un mese prima, lasciava aperti. Sempre ligio alla concezione di “sinistra”, Pippo segue tutta la parabola politica che dall'allora pci arriva al psd. Un riferimento forte, scrive oggi il suo partito, che mancherà tremendamente agli esponenti della sinistra attenta a confrontare le proprie radici con le nuove necessità di una sinistra moderna. Anche Sinistra Unita "rende omaggio alla memoria di un uomo, un partigiano e un Compagno, Giuseppe (Pippo) Maiani, che sperimentò la violenza nazi-fascista e poi anche quella dei cosiddetti democratici ma, nonostante questi accadimenti, mantenne sempre fede agli ideali comunisti e socialisti, battendosi sempre, con coerenza, per il progresso dei più deboli e per il Paese, a cui ha dedicato la vita".