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Hotel Rigopiano: 29 morti, 11 superstiti

Hotel Rigopiano: 29 morti, 11 superstiti
Quello che resta è la montagna del dolore. 

La parola fine arriva ad una settimana esatta dalla valanga che ha travolto tutto: intorno alle 23 di ieri i vigili del fuoco hanno tirato fuori tra macerie, neve, tronchi d'albero e detriti i corpi degli ultimi due dispersi dell'hotel Rigopiano, il resort spazzato via da una slavina sotto il Corno Grande del Gran Sasso d'Italia. Il bilancio finale è di 29 morti, 15 uomini e 14 donne. Una delle vittime sarebbe morta assiderata per il ritardo dei soccorsi, secondo il medico legale di parte. Ne sono stati identificati 22, si tratta di 10 donne e 12 uomini.  
Le ricerche saranno sospese già questa notte, anche se è probabile che riprenderanno in mattinata per bonificare l'intera area ed escludere con certezza che non vi siano altre persone che non erano finite in nessun elenco.
La procura di Pescara procede per omicido plurimo colposo e disastro colposo, non ci sono i nomi iscritti nella lista degli indagati.  Già il 23 gennaio Il procuratore Cristina Tedeschini aveva infatti ribadito che l’indagine avrebbe riguardato “struttura, valanga, viabilità e comunicazioni”. Dove si sono interrotte le comunicazioni, chi non ha fatto quello che doveva. 
Da alcuni documenti è emerso che l'hotel Rigopiano è stato costruito sopra colate e accumuli di detriti preesistenti compresi quelli da valanghe. Lo testimonia la mappa Geomorfologica dei bacini idrografici della Regione Abruzzo sin dal 1991, ripresa e confermata nel 2007 dalla mappa del Piano di Assetto Idrogeologico della Giunta Regionale.
Le operazioni di soccorso all’hotel Rigopiano sono state “tra le più complesse che abbiamo mai gestito“: una situazione con “un crollo di un edificio di 4 piani sotto una valanga in uno scenario di terremoto, con l’impossibilità di arrivare sia via terra che via aria e con le comunicazioni difficili” ha detto il direttore centrale delle emergenze dei Vigili del fuoco, Giuseppe Romano. Il capo della protezione civile Curcio ha dichiarato che la protezione civile italiana è una "eccellenza del paese e che è necessario lavorare sulle criticità in tempi di pace".