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Calcioscommesse: ci sarebbero contiguità con indagati di "Dirty Soccer"

Calcioscommesse
Emerse violazioni del regolamento disciplinare che vieta ai tesserati di scommettere

Si indaga per truffa ma qualora venisse contestata anche l'associazione a delinquere gli eventuali indagati rischierebbero una severa pena detentiva. Tra i tesserati finiti sotto osservazione c'è anche chi ha avuto certamente contatti e frequentazioni con un personaggio, residente in Romagna, indagato nell'inchiesta “Dirty Soccer” della Dda di Catanzaro. A San Marino, dopo le perquisizioni, i sequestri e le audizioni dello scorso mese di aprile, le indagini proseguono in regime di segretazione. Come noto la partita che ha fatto scattare gli approfondimenti giudiziari è San Giovanni – Virtus, del 15 marzo, valevole per la Coppa Titano. L'incontro si è concluso con il risultato di 1 a 0 per il San Giovanni – ovvero la squadra sfavorita - e l'unica rete segnata è stata un autogol, al 26esimo del primo tempo, del difensore della Virtus, Andrea Righi. Da quel momento in poi pare che l'incontro – su cui si è concentrato un alto e anomalo numero di scommesse per la vittoria 1 a 0 della squadra sfavorita - si sia quasi “addormentato” e l'attenzione è anche sulla sostituzione nel secondo tempo del centrocampista titolare della Virtus, Luca Bonifazi. I flussi anomali di scommesse on line hanno addirittura indotto il sito “oddsportal.com” a bloccare le puntate, mentre molte delle scommesse dirette sono state eseguite nella stessa ricevitoria del circondario, altre - in particolare - in Sicilia e Campania. Dalle dichiarazioni di alcuni giocatori si sarebbe appreso che: alcuni scommettono anche se è vietato dal regolamento disciplinare della federazione; e inoltre, proprio quella sera del 15 marzo, in campo, tra i calciatori si parlava espressamente di scommesse. Ma gli elementi indiziari coinvolgerebbero anche dei dirigenti.

l.s.