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Setta "macrobiotica" smantellata fra Marche e Emilia Romagna

Una delle vittime. Foto ANSA
Le vittime venivano rese schiave tramite l'alimentazione macrobiotica

La Polizia ha smantellato una setta che operava nel campo dell'alimentazione fra le Marche e l'Emilia Romagna. Stando all'accusa le vittime venivano manipolate e ridotte in schiavitù attraverso il rigido controllo del vitto e la negazione di ogni contatto con il mondo esterno. La setta pretendava grosse donazioni in denaro dagli adepti e riusciva a controllare ogni aspetto della loro vita. Stando all'accusa molti avrebbero abbandonato il lavoro per abiurare la precedente vita e lavorare nell'associazione del guru in segno di ringraziamento, gratuitamente o sottopagati.

A capo della setta c'era il noto imprenditore Marco Pianesi, considerato un'autorità del settore macrobiotico in Italia. Il leader aveva di fatto organizzato un circuito di ristorazione a costo zero sfruttando il lavoro degli adepti impiegati nei numerosi Centri riferibili all'associazione "Un Punto Macrobiotico (Upm)" in tutta Italia.
Pianesi era riuscito a convincere le vittime che la sua dieta avrebbe potuto guarire malattie incurabili e che "I farmaci non curano, tolgono semplicemente i sintomi, la medicina uccide, i medici sono degli assassini". Instaurando queste convinzioni riusciva a manovrare un gran numero di persone, avvalendosi di "capizona" e "capicentri", dislocati in varie parti d'Italia. Una delle vittime sarebbe arrivata a pesare 35 kg.

Cinque le persone indagate dalle squadre mobili di Ancona e Forlì, supportate dal Servizio centrale operativo. Le accuse vanno dall'associazione a delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, ai maltrattamenti, dalle lesioni aggravate all'evasione fiscale. Agli indagati viene infatti anche contestato di aver evaso il pagamento delle tasse per centinaia di migliaia di euro.