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I migranti lasceranno l'Aquarius, verso Valencia con due navi italiane

SOS Mediterranée
Intanto il presidente Fico ringrazia la Spagna per il gesto di solidarietà

Anche unità italiane porteranno nel porto spagnolo di Valencia i migranti dell'Aquarius, che ha a bordo 629 persone. Il loro trasferimento sarà assicurato nella massima sicurezza possibile, spiega la Guardia costiera italiana, grazie al trasferimento di una parte di loro su una unità delle Capitanerie e una della Marina.

Quattro donne incinte che si trovavano sulla nave Aquarius sono state portate ieri a Lampedusa. Il portavoce del partito di maggioranza francese En Marche del presidente Emmanuel Macron attacca: La posizione del governo italiano sui migranti "è da vomitare". Timmermans: "L'Italia lasciata per troppo tempo da sola, ma faccio fatica a spiegarlo". Secondo Madrid l'Italia "rischia responsabilità penali". A Noto, nel Siracusano, sbarco di 53 migranti.







Ieri, di fronte al rifiuto di Malta e dell'Italia di accogliere Aquarius, si è era fatta avanti la Spagna. "È nostro dovere contribuire ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone", aveva detto il neo premier Pedro Sanchez. Per raggiungere la penisola iberica occorrono però diversi giorni di navigazione ed è inoltre previsto un peggioramento meteo. Da qui la decisione di mettere a disposizione due imbarcazione sulle quali saranno trasferiti i migranti prima di affrontare il viaggio verso Valencia.




Interviene sull'argomento anche il presidente della Camera, Roberto Fico, secondo cui è giusto attivare un percorso di solidarietà europea nella gestione dei flussi migratori: "La solidarietà deve essere di tutti i Paesi europei - ha detto a Napoli a margine di un appuntamento sull'acqua pubblica - devono esserci quote proporzionali distribuite in modo equo secondo calcoli giusti. È quella la direzione. Una solidarietà condivisa europea. Io ringrazio la Spagna che ha fatto un gesto di solidarietà e i Paesi del Mediterraneo devono essere uniti nel chiedere una politica differente dell'Europa. E penso che si dovrà andare a parlare sui tavoli europei del Regolamento di Dublino".