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"Mondo di mezzo", pene ridotte per Carminati e Buzzi, ma ora c'è l'aggravante mafiosa

Arresto dei Carabinieri
I giudici della corte d'appello di Roma riconoscono danno ragione alla Procura che aveva impugnato la sentenza di primo grado

Sentenza ribaltata in appello a conclusione dell'indagine “Mondo di mezzo” che vede Massimo Carminati tra i protagonisti: riconosciuta l'associazione per delinquere di stampo mafioso, negata in primo grado.

Dunque si può tornare a parlare di “Mafia Capitale”, stando alla decisione dei giudici di appello, che hanno sì ridotto le pene per Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, condannati rispettivamente a 14 anni e 6 mesi e a 18 anni e 4 mesi, ma hanno riconosciuto l'aggravante mafiosa, prevista dal 416 bis del codice penale. In primo grado Carminati aveva ricevuto 20 anni e Buzzi 19. Sono considerati a capo di una organizzazione criminale che operava in una realtà parallela a quella legale e conosciuta, finalizzata alla corruzione e ad ottenere appalti per le coop gestite da Buzzi. Era stata la stessa Procura di Roma, nel dicembre 2017, pochi mesi dopo la sentenza di primo grado, a rivolgersi ai giudici d'appello, impugnando la sentenza proprio nella parte in cui veniva rigettata l'esistenza dell'associazione mafiosa. Ora i magistrati della Procura esultano: “Sulla mafia è stata riconosciuta la nostra tesi – dicono – la corte d'appello ha deciso che l'associazione criminale che avevamo portato in giudizio fosse di stampo mafioso e che utilizzava il metodo mafioso”.

Francesca Biliotti