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In memoria di Lucio Dalla di Gemma Cavalleri e Rita Canarezza

6 mar 2012
San Marino - In memoria di Lucio Dalla di Gemma Cavalleri e Rita Canarezza
San Marino - In memoria di Lucio Dalla di Gemma Cavalleri e Rita Canarezza
Era la primavera del 1991 ed entravamo con Lucio Dalla nella Ex Galleria ferroviaria “Il Montale” da anni in disuso e perciò chiusa al pubblico. Lo conducemmo lì in qualità di membro della giuria selezionatrice di un concorso rivolto ai giovani artisti.
Erano gli anni in cui Lucio Dalla iniziava a guardare ai giovani con un interesse sempre maggiore oltrepassando i confini della musica, abbracciando le diverse forme dell’arte di cui era un grande appassionato. Il concorso PROVOC’ARTE, PROVO CARTE, PROVOCAR TE’, (Artegiovane IV edizione) prevedeva opere o progetti legati a 3 spazi del nostro territorio - spazi pubblici - che erano in via di trasformazione, sottratti al loro uso e non ancora disposti ad un uso nuovo. Uno di questi era appunto la galleria che, quale umida e oscura caverna, spazio sconosciuto anche per noi , si apriva davanti a quello sparuto gruppo di organizzatori per essere sondata. Lucio procedeva davanti a tutti, facendosi luce con una piccola pila, affascinato da un luogo di cui cercava di percepire l’anima, tastandolo con i suoni della sua voce che modulava per trarne un riverbero, giocando con l’eco. Tirava fuori un’energia così festosa e avvincente che lo seguimmo rincuorati e contagiati dal suo stupore per quel luogo insolito alla frequentazione che trovava molto intrigante.
All’uscita , nel giro di pochi attimi, era sparito. Lo vedemmo arrivare più tardi a bordo del motorino di due ragazzini dai quali si era fatto accompagnare in un giro per la città, a modo suo. Toccammo con mano la sua curiosità autentica, una spinta vitale irrefrenabile per tutto ciò che incontrava sul suo percorso. Era, come ha detto Roberto Roversi. Affamato di realtà.
Visitammo insieme anche il secondo spazio - l’antico Monastero di Santa Chiara - che era all’epoca un vero e proprio cantiere: ovunque materiali di ogni genere ingombravano i pavimenti costringendoci a percorsi tortuosi e poco agevoli. Per nulla preoccupato Dalla avanzava, affascinato, in quegli spazi, ascoltando da noi la loro storia, e anche trascinato dalle tracce che vi leggeva, rivelando una competenza culturale e artistica molto profonde che ci hanno ulteriormente convinte della bontà della scelta per un ambito di lavoro che si presentava impegnativo. 487 furono i progetti artistici esaminati e ognuno dei due spazi ospitò un’installazione musicale.
Alcuni degli artisti che progettarono i diversi interventi, sono oggi persone affermate a livello internazionale a partire da Maurizio Cattelan che in quell’occasione ci lasciò un’opera importante e che finalmente è stata messa in sicurezza e conservata.
Non possiamo nascondere che all’epoca l’iniziativa raccolse parecchie critiche da parte dei politici locali, in particolare per l’intervento artistico realizzato nel terzo spazio, costituito dalla voragine conseguente agli scavi del costruendo “parcheggione” che fu letta come una provocazione. E non certo nel senso che avevamo dato al concorso, che era quello di “scuotere l’animo” (Cesare Padovani) cioè di provocare un atto creativo, una progettualità, anche effimera, per quei luoghi, non collegabile ad una sola ed unica funzione.
Resta ora il ricordo di una presenza significativa ma poco conosciuta del ruolo di Lucio Dalla in quel progetto la cui validità è bene lasciare alle sue parole che riportiamo integralmente dal catalogo edito dalla Segreteria di Stato per la Pubblica Istruzione e Cultura: 1991 ARTEGIOVANE Iv.a

Mi trovo a testimoniare compiaciuto di un momento storico che lascia il segno prima ancora di essere traccia , di essere concluso.
Con questo antefatto mi pregio di riconoscere agli ideatori di questa stagione d’arte, di aver ben messo alla prova l’opinione pubblica , gli addetti ai lavori, il popolo libero e le menti di chi si è posto l’inutile problema di capire il significato, di conoscere le motivazioni che appartengono al puro esistere, alla volontà di crescere.
La Repubblica di San Marino è dunque luogo ideale per svolgere e coinvolgere lavori d’arte e progetti di utopia rappresentativi di una ricerca che è internazionale, libera e consapevole della “durezza” dei tempi che la osservano. Ho visto il territorio di questo antico Stato rivalutato e liberato dal lavoro di giovani che, forse inconsapevolmente, mi sembrano gli unici che sappiano ancora combattere le opportunità false, i cattivi e troppo materiali scopi, le inutili commedie.
Artegiovane non è solo confronto aperto e lavoro, ma anche e soprattutto forza creativa, anticipazione dell’imminente, e talento.


LUCIO DALLA

Gemma Cavalleri, Rita Canarezza

Nella fotografia in alto a sinistra:

- MONSON MOOD 6 luglio 1991, Ex Monastero di Santa Chiara, Provoc’Arte, Artegiovane IV edizione, Repubblica di San Marino. Ph. di Delucca & Sanchini.

- TONDO MASCQUE TEATRO PROTEO 22 luglio 1991, Ex Galleria Ferroviaria Il Montale, Provoc’Arte, Artegiovane IV edizione, Repubblica di San Marino. Ph. di Delucca & Sanchini.

- Antimateria, La prima auto del parcheggio Multipiani, WERTER GERMONDARI, 28 luglio, 1991, h 24.00, Cantiere di Piazzale Beluzzi, Provoc’Arte, Artegiovane IV edizione, Repubblica di San Marino. Ph. di Marco Pollini

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