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Voluntary bis, da San Marino non ci si aspettano numeri stratosferici

Voluntary bis, da San Marino non ci si aspettano numeri stratosferici
Lo dichiara il Presidente dell'Ordine dei Commercialisti

Il Presidente dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di San Marino Marco Stolfi ritiene che questo nuovo provvedimento “vada letto anche in concomitanza con l'entrata in vigore nel 2017 dello scambio automatico di informazioni sul modello Ocse, che San Marino è stato uno dei primi paesi ad adottare”. Un combinato disposto che – secondo Stolfi - dovrebbe consentire di evitare il ripetersi di episodi come quelli della famigerata indagine della Guardia di Finanza denominata “Torre d'avorio” con controlli e disagi per migliaia di contribuenti. Marco Stolfi, inoltre – sulla base delle stime pubblicate - non si aspetta “numeri stratosferici” da San Marino con la “Voluntary disclosure bis”, considerando che l'anno scorso c'è stata un'altra “voluntary disclosure” e negli anni precedenti due scudi fiscali.
Con la nuova misura decisa dal governo italiano potranno essere sanate le violazioni – ovvero i capitali detenuti irregolarmente dai contribuenti italiani all'estero – fino al 30 settembre 2016. Con la prima “Voluntary disclosure” il Governo italiano ha incassato 3,8 miliardi, calcolati su quasi 60 miliardi di attività detenute dagli italiani in paesi esteri. Al primo posto la Svizzera con il 69,63%, a seguire Monaco, Bahamas, Singapore, Lussemburgo e San Marino: sesto con l'1,9%.

l.s.