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Verso il futuro della Smac, Celli: "Dovrebbe diventare la carta del cittadino"

Smac Card
Da inizio 2018 il Governo inizierà a "prendere in mano" il tema.

Una carta in cerca di nuova 'vita'. Da tempo si mettono sul tavolo idee per rilanciare la Smac, fino all'istituzione di un gruppo di lavoro che ha già elaborato una bozza di relazione da presentare all'esecutivo. Tra le soluzioni prospettate dal Governo, si apprende, ci sono un cambio di veste e di funzionalità. “Dovrebbe diventare la carta del cittadino”, spiega il segretario di Stato alle Finanze, Simone Celli.

Uno strumento, quindi, da utilizzare con la pubblica amministrazione, senza eliminare il suo ruolo originario. Perché è proprio la scontistica un fattore su cui puntare per il rilancio. La Smac deve poter essere più “accattivante”, puntualizza Celli.

Allora si dovrà lavorare, spiega, per farla diventare una fidelity card grazie a sconti e a campagne promozionali specifiche, oltre a iniziative come raccolte punti o un sistema di lotteria. L'obiettivo del Governo è di farla tornare alla funzione iniziale, cioè l'incentivazione dei consumi interni.

Di questo bisogna convincere anche i commercianti, prosegue il responsabile delle Finanze, per farli aderire al circuito scontistica. Il segretario di Stato al Commercio, Andrea Zafferani, torna su un'idea contenuta nel programma di Governo: quella di prevedere sconti a rotazione su specifici prodotti.

Resta in piedi, poi, l'opzione doppio pos nei negozi, così da averne uno sempre attivo per le ricariche e i pagamenti e l'altro off-line (quindi più veloce) per la fiscalità. In questo modo, si sfoltirebbero le code di clienti alla cassa. Il progetto fu portato avanti dal precedente Governo e sarebbe dovuto entrare in funzione a inizio 2017. Al momento si ragiona in termini di ipotesi.

La questione Smac sarà uno dei temi “da prendere in mano a inizio anno”, dice Zafferani. La materia è stata oggetto di un'istanza d'Arengo presentata ad ottobre che chiede di implementarla in settori pubblici come i trasporti, di poterci accreditare parte dello stipendio ricevendo un bonus, di usarla per ottenere certificati velocemente inserendola in postazioni da installare negli uffici pubblici e di utilizzarla per pagare il “bollo virtuale” nelle pratiche.

Mauro Torresi