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Pensioni: governo ondivago per la Csu

Csu

Il Governo apre un confronto diretto con i cittadini sulla riforma delle pensioni, significa che la concertazione avviata con le organizzazioni sindacali è archiviata? E' il dubbio della Csu, dopo la scelta di Santi di partire con gli incontri nei castelli.
I segretari CSU entrano poi nel merito: “sulle linee di indirizzo della riforma non ci sono pregiudiziali insormontabili: sia sul passaggio da quota 100 a 103 per le pensioni di anzianità e di far salire a 67 anni l'età per quelle di vecchiaia abbiamo ripetutamente raccomandato una passaggio graduale, così come sull’ipotesi di aumentare il contributo di solidarietà. Mentre riteniamo il contributo dello Stato, che sembra sparito tra le ipotesi di riforma, un capitolo imprescindibile per riequilibrio dei conti previdenziali". Ma non convince le organizzazioni dei lavoratori l’idea di passare dall’attuale sistema retributivo a quello contributivo perché produrrebbe, a differenza dell’attuale, il risultato di dare di più ai redditi elevati e di meno a quelli più bassi e bisognosi di solidarietà. E comunque qualsiasi intervento non potrà essere di natura retroattiva ed incidere sulle pensioni in essere”.
Una riforma nell’interesse dei lavoratori, - proseguono Tamagnini e Stefanelli, ma non servono atteggiamenti ondivaghi e neppure un approccio di tipo contabile - ragionieristico, con il risultato di produrre una generazione di futuri pensionati a basso reddito”.