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Usa, Trump: annunciata una stretta sulle importazioni di auto

Produzione di automobili
Tra le aziende più esposte, in Europa, quelle tedesche.

Nulla di diverso da quanto previsto: Donald Trump prosegue con le operazioni di protezionismo statunitense. L'ultima 'puntata' del suo ”America First” (prima l'America) è l'annuncio di voler imporre una tariffa del 20% sulle auto importate. La proposta è arrivata durante un incontro tra l'inquilino della Casa Bianca e i vertici delle principali aziende di automobili nel mondo, per parlare di standard sulle emissioni.

C'era anche l'amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, al centro delle attenzioni del presidente statunitense. Un apprezzamento che arriva, non a caso, dopo lo spostamento della produzione dell'impresa dal Messico in Michigan. “Il mio uomo preferito nella stanza”, ha affermato Trump. Prosegue così il percorso verso una nuova 'autarchia' americana con The Donald che invita i produttori a costruire “milioni di auto in più negli Stati Uniti”.

Gli effetti di una stretta del genere ancora non si conoscono, ma tra i più esposti, in Europa, ci sono i produttori tedeschi. Anche l'Italia potrebbe avere problemi con le auto prodotte nella penisola dal gruppo ex Fiat.

Sempre in Europea, si sta ancora trattando sui dazi voluti da Washington per alluminio e acciaio. Per non considerare la Cina con la quale è in atto una guerra commerciale che, di riflesso, potrebbe interessare anche San Marino. E' di pochi giorni fa la notizia delle difficoltà accusate dal colosso delle telecomunicazioni ZTE dopo il divieto statunitense di vendita di componentistica Usa all'azienda. Ma dalla ZTE Italia – che dovrà collaborare con l'AASS per fibra ottica e rete di telefonia mobile - è arrivata la smentita: le attività vanno avanti.

Mauro Torresi