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ABS: "Pronti alle richieste sindacali per Accordo di settore in tempi brevi"; Fulcas- Csu, "Si a trattativa, ma a carte scoperte"

Sede Abs

Le banche tendono la mano ai sindacati e si dicono disponibili ad accogliere le loro richieste. Dunque, come sollecitato dalla Csu, non solo Banca di San Marino ma anche gli altri istituti si dicono pronti a mutare in "disdetta" il "recesso" dall'Accordo integrativo per i loro dipendenti. Questo, “pur di avviare un’adeguata trattativa finalizzata alla stipula di un nuovo Accordo collettivo di settore”.
Scaduto dal 2010, dovrà consentire – scrive Abs - di ridurre il costo di lavoro entro tempi coerenti con le note esigenze contingenti del sistema bancario”. La decisione “rappresenta un gesto concreto e significativo – si legge - per favorire l’immediata apertura della concertazione”.

ABS si siederà al tavolo “con intenti positivi e costruttivi che confida di condividere, nella convinzione che il Sindacato possa accompagnare al meglio il percorso da fare insieme in una delicatissima fase per il rilancio del sistema bancario e per il Paese, in cui la regimazione e la modernizzazione di tutti i costi aziendali potranno fare la differenza”. Pone una sola condizione: che la trattativa venga avviata sin da subito e si concluda in tempi celeri. “Noi ci siamo”, risponde il sindacato. “Siamo sempre stati disponibili e lo siamo a prescindere” – commenta Gianluigi Giardinieri della Fulcas-Csu – ricordando però che sono stati i recessi a far perdere due mesi di tempo. Se viene apprezzato il nuovo atteggiamento delle banche, quello che non piace è che la trasformazione in “disdetta” sia condizionata da altro.

“In quanto provvedimento illegittimo – spiega Giardinieri – quella trasformazione andava fatta a prescindere”. In attesa di comunicazioni formali dai singoli istituti, la Csu si augura che le parole si trasformino in fatti. “Se c'è identità di vedute su prospettive del sistema e mantenimento dei livelli occupazionali – dice - il percorso va condiviso davvero e non imposto da nessuna delle parti”. “E al tavolo – aggiunge Alfredo Zonzini – si dovranno scoprire le carte. Chiede un'operazione verità “perché se i lavoratori dovranno fare la loro parte – spiega - anche le banche dovranno chiarire cosa è successo in questi anni, rendendo noto il loro stato di salute facendo emergere eventuali responsabilità”. “E qualora si raggiunga l'obiettivo – aggiunge - il sacrificio dei lavoratori dovrà andare a favore del capitale dell'azienda e non in sprechi e consulenze”.

MF