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Dibattito Ue-Governo sulle stime economiche, sulla giustizia sciopero dei penalisti

Di Maio, Conte e Salvini. Foto ansa
Dalla Commissione UE nuove stime negative sui conti pubblici. L'analisi nelle ore della nuova intesa raggiunta nel Governo.

Scongiurato il rischio di uno strappo definitivo tra Lega e 5 Stelle, con l'accordo sulla prescrizione, arrivano stime economiche non ottimistiche dall'Europa. Il disavanzo di bilancio nel 2018 sarà più alto di quanto previsto: passerà dall'1,7% del PIL all'1,9%. E nel 2020 si sfonderà il tetto del 3%. Le cause, secondo l'analisi, sono le misure programmate, come reddito di cittadinanza e riforma della Fornero.

L'Ue rivede al ribasso le previsioni sul PIL. Nel 2018 si fermerà all'1,1%, ma la situazione migliorerà nel 2019 quando arriverà all'1,2%. L'Italia è ultima per crescita in tutta Europa, fanno sapere da Bruxelles. Stime respinte, per così dire, dal ministro dell'Economia Giovanni Tria che ha parlato di previsioni sul deficit che “derivano da un'analisi non attenta e parziale del documento programmatico di bilancio”. Stime che, secondo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sottovalutano la manovra economica.

Nelle stesse ore, il vertice a Palazzo Chigi nel quale è stata raggiunta l'intesa sulla prescrizione. Per i 5 Stelle era vitale prevedere lo stop della misura dopo il primo grado di giudizio. I cambiamenti saranno operativi dall'anno prossimo, ha annunciato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e saranno legati alla riforma della giustizia penale. Da Consiglio superiore della magistratura e Associazione nazionale magistrali prime reazioni positive all'idea di includere la questione in un intervento più complesso. Dura, invece, l'Unione delle camere penali che ha indetto quattro giorni di sciopero, dal 20 al 23 novembre.

mt