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Slittano reddito di cittadinanza e quota 100, Conte: "Perché vogliamo farli bene"

Governo italiano
Intanto il ministro Salvini litiga con la sindaca di Roma: "Pensi alla mondezza, girano gabbiani come pterodattili"

Slitta la presentazione dei decreti su reddito di cittadinanza e quota 100. Intanto a novembre crolla la produzione industriale.

Nessun problema sul rinvio dei decreti più attesi della maggioranza gialloverde, si affretta a tranquillizzare il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: dovevano essere presentati ieri ma tutto slitta, forse, alla prossima settimana, perché “vogliamo fare le cose per bene. E' una riforma complessa – aggiunge, riferendosi al reddito di cittadinanza – che studiamo da mesi”.
Secondo un sondaggio a campione realizzato dal centro studi di Unimpresa però, tra le oltre 100mila aziende associate, tale norma “corre il rischio di essere aggirata e può far esplodere il lavoro nero: chi ha un reddito mensile inferiore ai mille euro – si legge nel rapporto – potrebbe accettare il licenziamento, percepire il reddito di cittadinanza e continuare a lavorare con un salario in nero e più contenuto rispetto a quello regolare”.
A novembre inoltre, secondo l'Istat, è crollato il dato sulla produzione industriale: 1,6% in meno rispetto a ottobre. Per Conte è “un dato atteso, come in Europa”. Crolla pesante anche il settore auto, 19,4% in meno su base annuale, col decreto sicurezza che pone ancora più paletti, come ben sanno i cittadini sammarinesi, restrizioni comunque difese a spada tratta dal ministro dell'Interno Matteo Salvini.
E nella stessa diretta Facebook Salvini non la manda certo a dire alla sindaca di Roma Virginia Raggi, che gli chiedeva più forze dell'ordine dopo il regolamento di conti alla Magliana. “Ognuno faccia il suo mestiere”, è stata la risposta del ministro.

Francesca Biliotti