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Semaforo verde al 'Governo dei contenuti'

E’ il primo semaforo verde che arriva per il “Governo dei Contenuti”, la nuova maggioranza delineata nell’ordine del giorno votato in Consiglio Grande e Generale. La Dc è stato il primo dei partiti impegnati al tavolo della trattativa, a riunire il proprio parlamentino per chiedere un mandato preciso a chiudere i negoziati e avviare invece il confronto sull’accordo di governo. Nella relazione di apertura, approvata dal Consiglio Centrale a larghissima maggioranza, un solo voto contrario e 15 astenuti, il Capogruppo Claudio Podeschi aveva ripercorso le tappe della crisi e della ricerca di una soluzione condivisa. Un passaggio straordinario della politica, una fase di transizione che dovrà essere il preludio ad una nuova fase. Podeschi l’ha definita lo spartiacque fra il passato e le prospettive future. Un governo nel segno della straordinarietà per arrivare al traguardo delle elezioni dopo aver determinato cambiamenti sostanziali e creato le condizioni per un’espressione serena dell’elettorato. Questa maggioranza di carattere straordinario – si legge nella risoluzione finale – potrà segnalarsi principalmente per un programma ben delineato e per ricostruire un clima di fiducia tra la politica e la cittadinanza. Rammarico viene ribadito per l’abbandono di Alleanza Popolare del tavolo della trattativa, pur confermando la volontà di continuare con AP un rapporto proficuo. Un confronto che la DC dichiara di mantenere aperto con tutte le forze politiche, anche se nel caso di Rifondazione Comunista arriva uno sbarramento sulla strada del governo. “Rifondazione – ha spiegato il Capogruppo Podeschi – non sarà nel governo, non avrà una Segreteria di Stato, non farà parte della maggioranza. Ha preso parte alle trattative – ha aggiunto – così come avrebbe potuto prendervi parte qualsiasi altro partito che avesse voluto appoggiare il primo ordine del giorno”.
Via libera, dunque, della DC alla formazione di una nuova coalizione con socialisti e democratici, sulla base delle intese ritrovate sui punti programmatici. Adesso tocca agli organismi direttivi del partito socialista e del partito dei democratici, che dovranno sottoscrivere le intese già raggiunte e aprire così la strada al nuovo esecutivo. Fatto questo il governo in carica rassegnerà le dimissioni e subito dopo si apriranno i passaggi istituzionali.