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Da Zona Franca nasce il Partito della Sinistra (PdS)

Un nuovo soggetto della politica, che si colloca indiscutibilmente a sinistra, in una sinistra riformista e radicale, senza mancare di sottolineare che in quella sinistra da cui proviene non ci si riconosce più. Zona Franca lascia definitivamente la sua connotazione di corrente politica, di aggregazione di soggetti, di voce della coscienza interiore, per diventare un partito vero e proprio, con un nuovo nome: PDS, cioè Partito della Sinistra, ed un proprio logo, ma soprattutto con una propria identità. “Ridiamo al paese – ha detto Gastone Pasolini, uno dei protagonisti storici della sinistra sammarinese – quel punto di riferimento venuto a mancare per colpa dei partiti della sinistra, che hanno abdicato alle proprie funzioni – ha aggiunto – in cambio di una gestione del potere che ha azzerato le differenze fra destra e sinistra”. Numerosi, come ovvio, i richiamo al Partito dei Socialisti e Democratici, a quel processo di unificazione dal quale si sono sentiti traditi, al governo straordinario, che hanno definito come uno dei due meccanismi di autoconservazione del sistema, insieme all’unificazione fra PSS e PdD.
Nella prima conferenza programmatica, Zona Franca, il Partito della Sinistra, ha delineato le proprie linee politiche future, ribadito l’impegno per la costruzione della democrazia dell’alternanza, per la creazione di un grande polo della sinistra, riformatore e alternativo.
'Per questo – si è letto negli interventi che si sono succeduti – si guarda con particolare interesse a Rifondazione Comunista, con cui si è già costituito il gruppo consiliare “Sinistra Unita”, ma anche al Nuovo Partito Socialista e ad Alleanza Popolare'.
'Siamo qui – ha dichiarato Alessandro Rossi nell’intervento conclusivo che ha tirato le fila dell’Assemblea Programmatica – per affermare le nostre speranze di cambiamento. Non smetteremo mai di crederci'.