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Commissione d'Inchiesta: le dimissioni di Selva

La commissione

“Mi scuso per quello che ho involontariamente causato, tolgo il disturbo per non creare alcun imbarazzo”. Così Alvaro Selva, il mattino dopo le sue dimissioni dal Consiglio Grande e Generale, riassume la vicenda che ha creato una forte fibrillazione politica. Dal suo indirizzo di posta elettronica è partito un documento che conteneva le conclusioni della Commissione d’inchiesta, disconosciute poi dal Presidente, Massimo Rossini. “Miei appunti – dichiara Selva - messi in quella forma per una relazione parallela, del tutto personale, e che doveva servire esclusivamente per mio uso privato. E’ stato diffuso per errore - ribadisce - per la mia scarsa dimestichezza con gli strumenti informatici, ma quando in politica si commette un errore si deve essere pronti a pagare e io lo faccio rassegnando le dimissioni”. Selva le ha consegnate nelle mani della Reggenza, spiegando anche ai Capi di Stato la natura di questo testo. “Non mi è stato chiesto da nessuno – precisa – non l’ho mai fatto leggere a nessuno, non ho mai operato alcuna pressione né alcuna ingerenza”. Sul modo con il quale ha ottenuto le informazioni che in quel documento sono contenute, Selva spiega di averle desunte dalle cronache di stampa, dalle conversazioni con persone non coinvolte nella commissione d’inchiesta , in parte, da documenti prevenutigli in forma anonima. “Ho tenuto - spiega - appunti aggiornati perché volevo seguire da vicino gli sviluppi di questa campagna denigratoria nei miei confronti, costruita – aggiunge – su falsità e accuse artatamente create. E’ evidente – rimarca – che mi sentivo emotivamente molto coinvolto. Sono l’unico responsabile e per questo mi assumo le mie responsabilità.
“Si cercherà – aggiunge – di strumentalizzare l’accaduto per delegittimare il lavoro della commissione e per nascondere – afferma – certe responsabilità. Mi auguro vivamente che questo non accada ed è anche per questo che tolgo il disturbo, scusandomi – conclude – con coloro che mi hanno votato ma invitando, al tempo stesso, la maggioranza a proseguire nella forte azione di rinnovamento che ha avviato”