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Primarie Pd: in Emilia Romagna tante sorprese e vittime illustri

Primarie Pd: in Emilia Romagna tante sorprese e vittime illustri
In Emilia Romagna dei 13 parlamentari uscenti, 5 non torneranno a Roma. Lo hanno deciso le primarie del Pd che ieri ha portato alle urne oltre 150mila votanti

Una affluenza lontana da quella registrata durante le primarie per la scelta del candidato premier, ma che è andata oltre le migliori aspettative. E forse è stata anche l'alta partecipazione alle urne a determinare qualche risultato a sorpresa. Dei tredici parlamentari uscenti, ben cinque, infatti non torneranno a Roma e che si aggiungono a quelli che già si erano fatti da parte. A Bologna rimangono fuori dal parlamento il politologo Salvatore Vassallo e l'ex sindacalista Paolo Nerozzi. A Modena le escluse sono Manuela Ghizzoni e Mariangela Bastico, surclassate dalla 28enne segretaria dei giovani democratici Giuditta Pini. Fuori, a Rimini, anche Elisa Marchioni. Fra chi, invece, ha strappato una conferma ci sono le bolognesi Donata Lenzi e Rita Ghedini, i ferraresi Alessandro Bratti e Maria Teresa Bertuzzi, il reggiano Maino Marchi e la piacentina Paola De Micheli. Più in bilico, ma con buone chance di entrare, invece Sandra Zampa e Leana Pignedoli. Fra i vincitori delle primarie c'é sicuramente Andrea De Maria. L'ex segretario del Pd di Bologna è stato il più votato in regione, con oltre diecimila voti. Meglio di lui ha fatto in termini percentuali (visto che si votava su base territoriale) la campionessa olimpica di canoa Josefa Idem, che si è assicurata un posto blindato in lista. Bene pure altre due donne, che hanno rappresentato la sorpresa della domenica di primarie: l'ex sindaco di Sasso Marconi Marilena Fabbri, arrivata seconda a Bologna dietro solo a De Maria e mettendo in fila esponenti più noti e quotati, e il sindaco di Albinea Antonella Incerti, prima assoluta nel Reggiano. Andranno alla Camera anche altri due under 30: il forlivese Marco Di Maio ed il cesenate Enzo Lattuca. Nel novero dei delusi di queste primarie ci sono sicuramente i renziani. Fra i 20-25 parlamentari eletti con questa consultazione (nelle liste regionali si dovranno aggiungere quelli che saranno indicati dal partito a livello nazionale) solamente Matteo Richetti, l'ormai ex presidente del consiglio regionale, ce l'ha fatta, forte di 9mila voti e di un impegno politico molto precedente a quello con Renzi. Fuori invece i vari Salvatore Vassallo, Benedetto Zacchiroli, Virginia Gieri e Beppe Pagani. L'area che fa riferimento alla Cgil porta invece in Parlamento la segretaria della Camera del Lavoro di Parma Patrizia Maestri, prima nel suo territorio. Non ce l'ha fatta, invece, Paolo Nerozzi, parlamentare uscente che a Bologna si è fermato ad un migliaio di voti. Da notare, infine, che sarà ben rappresentata anche l'area colpita dal sisma della scorsa primavera. Va a Roma il sindaco di Crevalcore Claudio Broglia con oltre 6.000 preferenze, come pure Stefano Vaccari, assessore provinciale alla protezione civile di Modena che ha superato in un appassionante testa a testa il segretario cittadino Davide Baruffi. A loro si aggiunge l'altra modenese Giuditta Pini, che arriva da Camposanto e che durante il sisma è stata in prima fila nel coordinare le attività del Pd per le popolazioni colpite.