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Cittadinanza Attiva: una privatizzazione che oltre alla Centrale del Latte ci farà perdere altri quattrini pubblici

Cosa c’entra una ditta piemontese con la Centrale del Latte di San Marino? Quale tipicità e quale tracciabilità può avere un progetto che non garantisce la tipicità e la valorizzazione del prodotto sammarinese? E, soprattutto, quale convenienza ha lo Stato a cedere la Centrale se poi sarà costretto ad assumere nella Pubblica Amministrazione gli attuali lavoratori che, avendo la possibilità di scegliere, rientreranno tutti nella PA?. Il governo non ha mai voluto spiegare per quale motivo vuole cedere un asset di proprietà pubblica, che crea buoni prodotti, che è in attivo e che dà lavoro a sedici dipendenti, mentre questa privatizzazione nasce per volontà di qualche sammarinese che volendo mettere le mani sul settore caseario aveva già preso contatto con la ditta piemontese ben prima che il governo organizzasse il bando pubblico di vendita, bando allestito successivamente in fretta e furia solo per tacitare le critiche piovute sulla Segreteria al Territorio.
Ci raccontano che le privatizzazioni vengono allestite per sgravare lo Stato dai costi di gestione che le attività pubbliche devono sostenere, ma in questo caso abbiamo visto che potrebbe succedere esattamente l’opposto, quindi, se non è di natura ideologica, questa cessione è quantomeno sconveniente e assurda. Un altro buco nero che invece di generare reddito ingoierà ulteriore danaro pubblico .
Crediamo che questa vendita sia anche la prova generale per la privatizzazione di altri servizi e altre aziende autonome come l’AASS, che hanno già suscitato l’appetito dei grandi manovratori di questo paese. Il governo rifletta bene prima di cedere questa azienda, che comporterebbe una enorme perdita per i Cittadini che vedrebbero sottratto un altro bene che invece appartiene a loro e all’intera collettività.

comunicato stampa
Cittadinanza Attiva