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Ballottaggio: i costi e le tappe del dopo voto

Ballottaggio: i costi e le tappe del dopo voto

San Marino si avvia al primo ballottaggio della sua storia e il countdown segna -10 al secondo appuntamento con le urne. Le elezioni costeranno alle casse pubbliche quasi 750mila euro: 344mila 500 per il primo turno di votazione, 150mila per il ballottaggio, a cui si sommano i 250mila euro per l'informazione su liste e coalizioni. Questo mentre il governo della Repubblica è in ordinaria amministrazione da 3 mesi.

E' quindi facile prevedere che, una volta rinnovato il Consiglio grande e generale, i tempi per la costituzione del nuovo governo dovranno essere estremamente rapidi. Prima di Natale l'Aula dovrà infatti essere operativa per attrezzare la macchina dello Stato e per varare il Bilancio 2016 e potrebbe riunirsi già la seconda settimana di dicembre per l'insediamento del Consiglio e della Giunta permanente delle elezioni. Poi una nuova convocazione, a ridosso del Natale, per la discussione politica del programma e il giuramento della squadra di Governo. C'è però anche la possibilità di una terza sessione, dal 27 al 31 dicembre, per discutere e approvare il bilancio dello Stato. Altrimenti si va in esercizio provvisorio e sono bloccati tutti gli investimenti.

Intanto due delle liste che non hanno superato lo sbarramento, confermano il loro impegno in politica. “Il fatto di non avere una rappresentanza in Consiglio, scrive Sammarinesi, non preclude la possibilità di portare avanti quel progetto politico, che affonda le sue radici nel manifesto di Noi Sammarinesi e che si è arricchito dell’apporto di Sammarinesi senza confini. L’esperienza fatta nei dieci anni di storia del Movimento, insieme all’entusiasmo e alle competenze dei volti nuovi che si sono presentati in questa campagna elettorale, affermano, costituiscono l’humus fertile in cui piantare il seme della ripartenza”. Rinascita Democratica Sammarinese ribadisce la volontà di far crescere la cultura della partecipazione, attraverso il potenziamento della democrazia diretta. Tutti, scrive, hanno dovuto fare i conti con l’avanzata senza precedenti di Rete, che ha indebolito le altre forze politiche, soprattutto quelle tradizionali, occupando ogni altro possibile spazio per nuove formazioni, e risultando indiscutibilmente l’unica vera vincitrice della tornata elettorale. Adesso, in virtù di una legge elettorale superata dagli eventi e assolutamente inadeguata, i vincitori delle elezioni saranno fuori dal Governo, mentre chi vincerà il ballottaggio, accaparrandosi un premio di governabilità enorme, avrà – sottolinea Rds - la maggioranza tecnica, ma sarà di fatto minoranza nel Paese. Non vorremmo essere stati facili profeti, conclude, dichiarando che si stavano preparando “i presupposti per un altro giro a vuoto che non sappiamo se il Paese può permettersi.”

Sonia Tura