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Dc: parlamentino "infuocato", baruffa tra Lonfernini e Mazza

22 dic 2016
Consiglio Centrale DcDc: parlamentino "infuocato", baruffa tra Lonfernini e Mazza
Dc: parlamentino "infuocato", baruffa tra Lonfernini e Mazza - Durante il Consiglio centrale sono volate parole grosse tra Teodoro Lonfernini e Luigi Mazza. Congre...
Che il clima fosse teso da qualche tempo in via delle Scalette non è una novità, ma ieri sera durante il Consiglio centrale sono volate parole grosse. Parlamentino convocato per la seconda volta a distanza di una settimana, per esaurire la mole degli interventi di analisi dell'esito elettorale e le strategie future. Riunione fiume, iniziata alle 6 di pomeriggio e finita oltre l'una di notte: in 32 hanno preso la parola. Ad accendere gli animi l'intervento di Federico Cavalli, già in aperta polemica con il gruppo dirigente a cui aveva chiesto le dimissioni in blocco. Cavalli, tra i punti salienti del suo discorso, pare abbia parlato di errori politici commessi non solo dalla dirigenza ma anche dalla compagine dei segretari di Stato democristiani, suscitando così la reazione piccata di Teodoro Lonfernini, intervenuto più volte anche dalla platea per ribattere. Visibilmente contrariato alla fine Lonfernini si è alzato per andarsene, ma fuori dalla sala è nato un furioso alterco con Luigi Mazza, non è la prima volta che i due si scontrano. Sembra che nessuno abbia alzato le mani – assicura chi c'era – ma a parole non si sono fatti sconti. “Accusato ingiustamente, mi sono difeso – racconta Lonfernini – ma di fronte a parole di discredito rivolte alla mia famiglia ho reagito con veemenza”. Al momento non ci è stato possibile rintracciare Mazza per avere la sua versione. Coinvolto in parte nella baruffa anche Oscar Mina. Il culmine, insomma, di un clima rovente interno al partito, scatenatosi nel post-elezioni con inevitabili ripercussioni su ruoli ed equilibri. La linea di Lonfernini, quella delle dimissioni immediate della dirigenza dagli incarichi, alla fine comunque non passa: il Consiglio centrale propende per il mantenimento della continuità negli organismi e respinge sia quelle rassegnate dall'ex segretario di Stato al Turismo dalla Direzione, sia quelle di Francesco Mussoni e Luca Marcucci; votata invece a larghissima maggioranza la proposta di convocare il Congresso: si terrà dal 3 al 5 marzo 2017 al Kursaal. "Sarà occasione di rinnovamento e opportunità - dicono - per dare nuovo slancio all’azione politica del PDCS all'opposizione”.

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