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La Reggenza chiede uno scatto d'orgoglio

Marino Riccardi e Fabio Berardi

Il discorso di fine anno dei Capitani Reggenti è un messaggio di speranza ai sammarinesi e un invito a tutta la politica e alla società civile perchè uniscano le forze per costruire il futuro. Il percorso compiuto dal nostro Paese in questi anni, per quanto fondamentale per recuperare credibilità internazionale e costruire nuove condizioni di sviluppo, non è sufficiente – sottolinea la Reggenza – per assicurare un rilancio economico più deciso, necessario per dare una risposta soprattutto a chi non trova lavoro e non ha altra fonte di reddito. L'Esecutivo che si è appena insediato, prosegue, ha il compito e la responsabilità di adoperarsi senza indugio per superare una incertezza che si protrae da troppo tempo e che continua ad essere per i sammarinesi motivo di ansia e preoccupazione. Ed è proprio dalla consapevolezza dell'urgenza e della rilevanza dei problemi da affrontare che nasce il richiamo della Reggenza a tutte le forze politiche perchè sappiano porre le migliori energie al servizio del superiore interesse del Paese. Serve da parte di tutti uno scatto d'orgoglio, dice la Reggenza; l'orgoglio di appartenere a questo Stato, unito al desiderio di contribuire in prima persona a valorizzarne risorse, potenzialità e opportunità. Il percorso virtuoso che auguriamo al nostro Paese, rimarcano i Capi di Stato, esige istituzioni forti e credibili. E i sammarinesi esigono sempre più dalla classe dirigente il massimo impegno per l'utilizzo razionale delle risorse pubbliche, per eliminare ogni area di spreco e per mettere in sicurezza il bilancio dello Stato. A conclusione del loro percorso lavorativo, aggiunge la Reggenza, i sammarinesi si aspettano anche le condizioni per condurre una vita serena. Ai giovani invece l'invito a non perdere la speranza nel futuro: a loro, ribadisce, dobbiamo riservare la massima attenzione. Ma nel lasciarci il 2016 alle spalle non si possono ignorare le sfide da affrontare anche in ambito internazionale. Un nuovo atto terroristico ha colpito Berlino e l'orrore portato nel cuore dell'Europa non può oscurare la violenza vissuta quotidianamente in altre parti del mondo. Possiamo confidare sul patrimonio di istituzioni e di tradizioni che ci hanno lasciato i nostri Padri, conclude la Reggenza. A noi il compito di essere all'altezza della storia che hanno saputo costruire.

Sonia Tura


"Carissime concittadine, carissimi concittadini,
alla vigilia del nuovo anno, desideriamo porgere a tutti i Sammarinesi, residenti in patria e all’estero, il nostro più affettuoso e cordiale augurio. Un augurio che, anche in questa occasione, come da consuetudine, si unisce ad alcune nostre considerazioni e riflessioni. L’anno che sta per terminare ha visto più volte la nostra popolazione recarsi alle urne per decidere il futuro assetto politico-istituzionale ed essere, con il proprio voto, partecipe di scelte importanti per il Paese. Con la propria partecipazione, con il sereno e ordinato svolgimento delle consultazioni, sia in occasione dei referendum svoltisi lo scorso maggio sia in occasione delle più recenti elezioni politiche, i Sammarinesi hanno dato un’ennesima prova di quella maturità democratica e civile che è nella storia e nelle tradizioni di questa Repubblica. In questa settimana si è insediato il governo, assumendo la sua piena operatività per la gestione della ventinovesima legislatura.
Il percorso compiuto dal nostro Paese in questi anni - per quanto fondamentale per recuperare credibilità a livello internazionale e costruire nuove condizioni di sviluppo nel segno di regole certe e trasparenti - non è sufficiente per assicurare quel più deciso rilancio economico che è necessario per dare una risposta alle legittime aspettative di tanti nostri concittadini, in particolare di coloro che non riescono a trovare u n’occupazione e non hanno altra fonte di reddito.
L’Esecutivo appena insediatosi, pertanto, ha il compito e la responsabilità di adoperarsi, con tempestività e senza indugio, per superare un’incertezza che si protrae da troppo tempo e che continua ad essere per i nostri cittadini motivo di ansia e di preoccupazione, per il presente e per il futuro. Ed è proprio dalla consapevolezza dell’urgenza e della rilevanza dei problemi da affrontare e delle decisioni da prendere che scaturisce il nostro richiamo a tutte le forze politiche affinché sappiano, con spirito critico e propositivo, porre le proprie migliori energie ed il proprio impegno al servizio del superiore interesse del Paese. Condivisione, capacità di essere uniti e solidali, di fare comunità non solo hanno sempre permesso di superare i momenti più critici della nostra storia, ma sono oggi indispensabili per trovare le soluzioni migliori - in un contesto internazionale in continuo mutamento e caratterizzato da una sempre maggiore complessità - per costruire nel segno dell’equità, della trasparenza e della sostenibilità un cammino di crescita e di sviluppo della Repubblica.
Estendiamo il nostro appello alla più ampia e proficua collaborazione anche a tutti i cittadini e a tutte le componenti – economiche, sociali, culturali - del Paese. Serve da parte di tutti uno scatto di orgoglio, l’orgoglio di appartenere a questo Stato, unito al desiderio di contribuire in prima persona a valorizzarne risorse, potenzialità e opportunità, alla volontà di ritrovare nei valori di laboriosità, onestà ed impegno - nello studio, nel lavoro così come in ogni ambito della vita sociale, culturale e civile - i valori cardini della propria esistenza. Il percorso virtuoso che auguriamo al nostro Paese esige istituzioni forti e credibili, perché attente alle esigenze della comunità e in grado di darvi risposta: alle esigenze delle sue fasce più deboli cui occorre sempre garantire un’adeguata tutela e il rispetto della dignità, alle richieste che vengono dai settori produttivi cui serve assicurare - con quella rapidità che le dimensioni del nostro Stato rendono più facilmente possibile - le condizioni necessarie per il proprio sviluppo.
I nostri cittadini esigono sempre più dalla classe dirigente il massimo impegno per il più razionale utilizzo delle risorse pubbliche, per eliminare ogni residua area di spreco e per mettere in sicurezza il bilancio del nostro Stato, riuscendo a garantire efficienza e qualità ai servizi e risorse per nuovi investimenti che possano rappresentare un volano per la ripresa del Paese. I Sammarinesi, a conclusione del loro percorso lavorativo, si aspettano anche le condizioni per condurre una vita serena. Il grado di civiltà si misura non solo dal benessere materiale ma anche da quella rete di solidarietà e di sostegno anche affettivo che rende più umana e ricca di senso la vita delle persone.
Ai giovani è affidato il futuro del Paese: a loro pertanto dobbiamo riservare la massima attenzione affinché non perdano la speranza nel futuro e la fiducia di riuscire a valorizzare le loro capacità e potenzialità, perché possano realizzare le proprie legittime aspirazioni ma anche perché le competenze acquisite e le esperienze maturate, anche al di fuori dei nostri confini, possano rappresentare una risorsa strategica per ogni comunità. Nel lasciarci alle spalle quest’anno, no n possiamo ignorare criticità, sfide impegnative e complesse da affrontare, anche in ambito internazionale. Un nuovo atto terroristico ha nuovamente scosso l’Europa, colpendo Berlino, città simbolo di quei valori di libertà, di democrazia e di rispetto tra uomini di diversa religione ed etnia su cui l’Europa, dopo gli orrori del secondo conflitto mondiale, ha ricostruito il proprio modello di convivenza civile. L’orrore portato nel cuore dell’Europa, proprio alla vigilia delle festività natalizie, non può, del resto, oscurare l’orrore e la violenza vissuta quotidianamente in altre parti del mondo. Non può ignorarlo il nostro Stato che, per la sua storia, per le sue tradizioni, ha sempre fatto sentire la propria voce per favorire soluzioni di pace e di salvaguardia dei più elementari diritti e della dignità di ogni essere umano. Ed in questo senso, in considerazione delle difficili condizioni in cui, in questo momento, si trova la popolazione della citta di Aleppo, in Siria, si è pronunciato il Consiglio Grande e Generale con un Ordine del Giorno che chiede di rafforzare il nostro ruolo in ambito internazionale. Carissime concittadine, carissimi concittadini, possiamo confidare sul patrimonio di Istituzioni e di tradizioni di inestimabile valore lasciatoci dai nostri Padri: a noi oggi il compito di essere all’altezza della storia che hanno saputo costruire, del rispetto e della considerazione che hanno saputo richiamare nei confronti del nostro Stato. Non dobbiamo nasconderci la complessità e la delicatezza del passaggio che dobbiamo affrontare. Ma dobbiamo altresì avere la consapevolezza e la convinzione che ad unirci non è solo una comunanza di radici e di appartenenza ma anche di destino e che, pertanto, impegnandoci tutti, con umiltà e con reciproco rispetto, riusciremo a superare al meglio anche questo periodo di difficoltà e di incertezza. A tutti i membri del Consiglio Grande e Generale e del Congresso di Stato, che da poco hanno prestato il loro giuramento di fedeltà alla nostra Repubblica, alle sue Istituzioni e alle sue leggi, formuliamo il nostro augurio di un proficuo lavoro; un lavoro che auspichiamo sia sempre portato avanti con spirito di condivisione e una comune volontà di ricercare le soluzioni migliori per assicurare al nostro Stato e a tutti i suoi cittadini le giuste opportunità di crescita.
Con questo spirito, rinnoviamo a tutte le nostre concittadine e a tutti i nostri concittadini il nostro più sentito augurio di un sereno anno nuovo"