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Cgg: approvate misure urgenti per crisi di aziende con incentivi. Riguardano il One Gallery Outlet. 

I Capitani Reggenti

Dopo le scintille in comma comunicazioni sulle banche e le tensioni nel dibattito sui finanziamenti ai partiti, gli animi si placano con la discussione dei decreti. Approvate le modifiche al decreto delegato sugli incentivi per interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti e per l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili o cogenerazione. Non passa la richiesta della Dc di poter incentivare anche edifici non ancora ultimati. Il Governo è contrario. “Si chiedono – dice Augusto Michelotti - livelli di permissività estrema". Approvato anche il decreto Delegato per l'aggiornamento e semplificazione delle imposte di registro. Il clima diventa collaborativo per il decreto legge “misure urgenti in caso di crisi di aziende che godono di incentivi statali”. Nasce per rispondere alle difficoltà della One Gallery Outlet. L'azienda, come noto, non è in regola sia con i pagamenti ai dipendenti che nei confronti dello Stato. Ci siamo interrogati – spiega Andrea Zafferani – su come sviluppare uno strumento normativo che rendesse possibile le dimissioni per giusta causa in caso di mancata retribuzione. Prima, infatti, bisognava aspettare di non essere pagati per tre mesi consecutivi, pena l'impossibilità di accedere agli ammortizzatori sociali. Poi c'è l'aspetto legato agli incentivi pubblici, per prevederne il blocco in situazioni di irregolarità. Si introduce un comitato composto da governo, sindacati e associazioni di categoria. “Non sono amante di commissioni o comitati che decidano in modo discrezionale sulle situazioni – precisa Zafferani - ma era difficile trovare alternative dato che ogni situazione fa storia a sé e un parametro fisso all'interno di una norma che valesse per tutti i casi diventava complicato. L'opposizione apprezza che il Governo abbia cercato di colmare una lacuna, comprende l'emergenza. L'obiezione riguarda il tavolo tripartito e la sua discrezionalità. Quel tavolo – dice Marco Gatti - ha senso nell'ottica di una casistica per aggiornare le norme. Servono insomma regole generali che evitino corsie preferenziali per le aziende. Stessi dubbi per Alessandro Mancini e Dalibor Riccardi. Il capogruppo del Ps ricorda che il comitato non è soggetto giuridico e che spetta all'ufficio del lavoro fare denuncia. In pratica dovrà sostenere una causa in tribunale sulla base di una relazione scritta da altri. Marianna Bucci ricorda poi le tante aziende nella stessa condizione della One Gallery. Con una differenza: alcune sono virtuose e attraversano una fase di difficoltà, altre hanno invece sfruttato le lacune del sistema, manipolando le leggi magari grazie all'aiuto di politici e professionisti. “Differenza – dice - che dobbiamo avere bene in mente”. A Rete non piace che la politica si sostituisca all'amministrazione pubblica ma “Zafferani – dice la Bucci - va nella direzione giusta”. La logica – aggiunge Zeppa - non è contraddire sempre la maggioranza e dice no alla speculazione politica sulla pelle della gente. Sullo strumento del tavolo tripartito, interviene Matteo Ciacci: è vero, occorre limitare la discrezionalità. Si tratta di un primo passo operativo. Al di là delle osservazioni, tutte lecite – afferma Lorenzo Lonfernini - l'esigenza primaria è tutelare chi perde il lavoro. Nell'esame degli emendamenti emerge anche il problema di chi – chiusa l'attività a San Marino senza pagare dipendenti e Stato – hanno riaperto a pochi chilometri da San Marino. Una situazione che Rete definisce Paradossale e invita a collaborare col circondario per affrontare questo problema. Questioni su cui si ragionerà in modo equilibrato in sede di legge sulle licenze – spiega Zafferani – tenendo conto che abbiamo un ordinamento che prevede società di capitali. Prima delle istanze d'arengo viene approvato un odg condiviso da tutti i gruppi consiliari per evitare la continua reiterazione dei decreti delegati. Un passo in più verso lo snellimento dei lavori del parlamento.


A margine del Consiglio una delegazione dei dipendenti di Asset Banca ha incontrato il Governo e, subito dopo, i capigruppo di minoranza. Nel pomeriggio i sindacati hanno parlato del futuro dei lavoratori dell'istituto con tutti i capigruppo consiliari.