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Elezioni Germania: emorragia di consensi per la vincente CDU. Boom di AfD ma Petry lascia

Angela Merkel
All'indomani delle elezioni, si analizzano i risultati finali provvisori e si ragiona sul possibile nuovo Esecutivo a guida CDU

La giornata si è chiusa con una dura protesta di alcune centinaia di persone, con tanto di lancio di oggetti, contro il quartier generale di Alternative fur Deutschland; a testimonianza di una polarizzazione crescente, tra la popolazione. Il 12,6% di consensi, ottenuti dalla destra sovranista ed identitaria, non ha allora stupito troppo gli analisti, che prevedevano una forte risposta anti-establishment dell'elettorato. Colpisce, tuttavia, il 13% perso – nel complesso – da quella che fino a ieri era la Grande Coalizione. Massiccia l'emorragia di voti subita dalla CDU della Merkel, che – pur imponendosi con il 33% di preferenze – lascia sul campo l'8,5% dei voti. Peggior risultato della storia per l'SPD: un tempo grande partito di popolo, oggi inchiodato al 20,5%. Buona – invece – la performance dei due partiti – Liberali e Verdi -, ritenuti i probabili alleati del futuro Esecutivo a guida CDU. 10,7%, per la formazione guidata da Christian Lindner; 8,9% i Verdi. Improbabile, a questo punto, nonostante gli appelli della Cancelliera, una riedizione della coalizione CDU-Socialdemocratici; come confermato dagli stessi leader dell'SPD. A completare il quadro della possibile nuova opposizione – quantomai eterogenea -, la Linke, che si conferma su un buon 9,2%, e ovviamente l'AfD, che tuttavia – proprio nel giorno del trionfo – deve far fronte a forti fibrillazioni interne. La storica ex leader Frauke Petry, infatti, ha annunciato che non si unirà al gruppo parlamentare eletto al Bundestag, giudicando retorica e non costruttiva la linea del copresidente Alexander Gauland, che ieri – dopo l'annuncio dei primi risultati - aveva dichiarato di voler combattere contro la Merkel “o chiunque sarà alla guida del Governo”.