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La Spagna in festa all'ombra del conflitto catalano

La Spagna in festa all'ombra del conflitto catalano

La Spagna celebra la festa nazionale e guarda alla Catalogna. Il giorno della “hispanidad” ricorda la scoperta dell’America.
Ci sono tutti i presidenti delle comunità autonome, meno il catalano Puigdemont, il basco Urkullu e la navarra Barkos. Assenze non inedite, che però quest’anno fanno più rumore.
Un aereo da caccia che partecipava alla parata é precipitato. Il pilota non ha avuto il tempo di lanciarsi con il paracadute. Non si conoscono ancora le cause della sciagura.
In migliaia sfilano anche a Barcellona, alla manifestazione convocata da movimenti unionisti e di destra radicale. E molti, con bandiere spagnole, gridano "Puigdemon in prigione".
A Madrid, due giorni dopo la dichiarazione di indipendenza, poi congelata, del governo catalano, le strade della capitale spagnola si sono riempite molto più del solito, con bandiere alle finestre di tutta la città e cori ripetuti “Viva il re!”. Il motto scelto d’altronde è “orgogliosi di essere spagnoli”.
Per la prima volta alla sfilata c’è anche la Polizia nazionale, protagonista controversa delle vicende catalane.
Intanto il processo separatista comincia ad avere pesanti contraccolpi sul turismo, uno dei principali motori economici della regione. Dal referendum sull'indipendenza del 1 ottobre, le prenotazioni alberghiere sono dimezzate.
Gli arrivi di turisti a Barcellona diminuiti del 30%. Ieri l'ultimatum di Rajoy alla Catalogna: entro lunedì fermi la dichiarazione d'indipendenza o sarà commissariata. Una risposta a questa domanda potrebbe arrivare da Wikipedia. L’enciclopedia ha messo la Catalogna nella lista degli Stati nazionali, dichiarata il 10 ottobre 2017, decaduta nello stesso giorno. Durata della Repubblica: 8 secondi.

Sonia Tura