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Incontri FMI: opposizione, "qualsiasi intervento dovrà partire dallo stato di salute del sistema finanziario"

Fmi incontra l'opposizione
La minoranza incontra la stampa sul confronto con il Fondo Monetario. "Servono condivisione, impegno e sostenibilità”.

Per la prima volta l'opposizione ha potuto confrontarsi con il Fondo Monetario, rispondere a domande e proporre ricette. Un'apertura accolta con favore. “C'è la volontà da parte del Fondo di comprendere le criticità e come risolverle”, spiega Roberto Ciavatta.
L'incontro, come prevedibile, si è concentrato sul sistema bancario e finanziario. “Qualsiasi riforma o richiesta di finanziamento – afferma Alessandro Mancini - dovrà partire da una fotografia reale dello stato di salute del sistema finanziario. Mancano informazioni.
“Ad oggi – accusano le forze di opposizione – non sappiamo nulla dei risultati Aqr sui soggetti vigilati”. Al Fondo Monetario hanno parlato di un bilancio di Cassa “liquidatorio” diventato parte integrante del debito pubblico, rimarcato che la crisi patrimoniale delle banche è diventata crisi di liquidità, che si è persa fiducia nel sistema e che il rapporto debito/pil è lievitato, “passando in un anno – rileva Emanuele Santidal 20% al 56%”. La strada – hanno spiegato – era gestire da subito gli Npl.
“Quel bilancio con le garanzie totali dello Stato oggi è tutto debito pubblico” - ribadisce Mancini - quindi anche interventi di supporto tecnico e finanziario hanno un impatto ancor più importante in questo momento”.
Per Pasquale Valentini “occorre individuare un progetto strutturale solido per compiere il salto di qualità”. Interventi definitivi, dunque, attraverso un piano comune che non sia intaccato nella sua ossatura, non minato nell'autorevolezza. Vedi Banca Centrale e sistema giudiziario.
“E' stato rimarcato anche dal Fondo – fa presente Giancarlo Venturini - che servono condivisione, impegno e sostenibilità”. “Il paese è pronto per un piano di riforme” – sostiene il Segretario del Psd - “ma ci siamo arrivati tardi. Se si partiva un anno fa – chiosa Nicola Ciavatta – ci saremmo presentati oggi al Fondo con le carte in regola”. “Il timore – conclude Mancini - è che le riforme, se non strutturate in maniera adeguata e non calibrate in base a quelle che oggi sono entrate minori, possano avere un impatto troppo forte su welfare e stato sociale. Cosa che non deve accadere”.

MF