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Imposta sui consumi: si apre il confronto. Ecco cosa cambierà

Imposta sui consumi: si apre il confronto
Si prevede di portare la riforma in prima lettura entro luglio per approvarla a settembre

E' una di quelle riforme definite necessarie dal Fondo Monetario e che Governo e maggioranza promettono di approvare entro l'anno. L'imposta sui consumi, dopo un intenso lavoro da parte di consulenti della Scuola europea di alti studi tributari, è pronta per essere presentata nelle sue linee guida alle forze politiche. A Palazzo Begni il primo incontro, con la promessa che ce ne saranno altri anche con cittadinanza e ordini professionali. Del resto, una volta a regime, sarà una rivoluzione.
Cosa cambierà? Scopriamo che l'iva sammarinese si baserà sulla digitalizzazione e informatizzazione delle procedure. Si prevede, ad esempio, la fatturazione elettronica. L'obiettivo di fondo è creare una legge semplice e snella, abbattendo la burocrazia. Quindi, pochi e semplici articoli. Contrariamente all'IGC, frutto del lavoro del precedente governo, il progetto di Celli si ispira più al modello europeo che alla disciplina italiana.
Anzi, in certi casi c'è addirittura un approccio sperimentale. L'utilizzo di formule meno tecniche già lo distingue da quello dei nostri vicini. L'attenzione degli operatori va naturalmente alle aliquote, ma la loro definizione è ancora oggetto di valutazioni. Al momento si fa dunque riferimento a quella minima prevista a livello comunitario dalla Direttiva Iva. L'aliquota ordinaria applicabile agli scambi interni è del 15%, con l'eccezione di quelli previsti da apposito decreto cui si applica il 5%. Non vengono però escluse aliquote inferiori. Saranno oggetto di negoziato. Anche la flessibilità per alcuni settori strategici dovrà avvenire in accordo con Mef e Commissione Europea.
San Marino non rinuncerà al differenziale fiscale ed è probabile venga previsto un regime transitorio per agevolare il passaggio alla nuova imposta e permettere a imprese e aziende di smaltire merci gravate da una monofase ormai al tramonto.
La riforma, che rientra nel piano di stabilità nazionale, dovrebbe entrare in vigore dal primo gennaio del 2019. Considerando l'anno di transizione sarà a pieno regime dal 2020. Si va avanti con il confronto con l'idea di portarla in prima lettura questa estate.


MF