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Iva: i primi commenti delle forze di opposizione alla bozza di legge quadro

L'incontro preliminare sula bozza di legge
Elaborata dai consulenti della Scuola europea di alti studi tributari incaricati dalla Segreteria Finanze

"Snella e di facile comprensione”: dal punto di vista dell'approccio la bozza di legge sull'introduzione dell'Iva mette d'accordo le opposizioni, così come viene vista positivamente la possibilità di ritrovarsi allo stesso tavolo con i tecnici che l'hanno redatta, disponibili ad entrare nel dettaglio di alcune questioni. Poi arrivano gli appunti: “Leggibile ma già preconfezionata” - lamenta Emanuele Santi (Mdsi). Perplessità ancora una volta sul metodo: “Il progetto risulta già in fase avanzata, senza il coinvolgimento sulle linee guida delle parti sociali e le categorie economiche. Così si rischia un flop, si perde soltanto tempo”. “Come DiM – conclude Santi – abbiamo chiesto di poter conoscere anche gli studi e le proiezioni su cui il lavoro dei tecnici si è basato, un'idea cioè 'di chi contribuisce a che cosa'. Dobbiamo in sostanza capire quale sia l'obiettivo, il campo di applicazione, dove vogliamo andare come Paese”. Al di là dell'impostazione ispirata al modello europeo, “manca tutto il lavoro più importante, per Alessandro Mancini (Ps), cioè le simulazioni sull'economia per valutarne l'impatto. “Ci dev'essere un equilibrio: non può andare in difficoltà il bilancio dello Stato – spiega - perché con l'Iva le risorse devono essere uguali o persino superiori a quello che concedeva la monofase; dall'altra parte la sua introduzione – continua Mancini - non deve pesare sul consumatore finale, il rischio che ci possa essere un aumento dei costi interni è da scongiurare anche per evitare la fuga fuori territorio degli acquirenti”. Concorda Marco Gatti (Dc): “Se l'Iva – fa notare - da una parte agevola le imprese industriali e produttive, dall'altra può mettere in difficoltà il settore commerciale e artigianale. Vanno pertanto trovati “i giusti accompagnamenti a questo tipo di interventi, le giuste 'slitte', le migliori soluzioni”. “La novità contenuta nella bozza – aggiunge Giancarlo Capicchioni (Psd) - è quella del 'doppio binario' sulle transazioni interne di una aliquota differenziata dalle importazioni. Ma siamo ancora agli inizi, tutto dipenderà – conclude - dai decreti delegati a cui verrà demandata tutta la parte dispositiva”. Dettata intanto dal Governo la road map 2018 per la legge: a marzo i tavoli tecnici; tra aprile e giugno altri incontri e l'assicurato confronto pubblico con la cittadinanza; a luglio la prima lettura in Consiglio; tra settembre e ottobre l'ultimo passaggio in Aula per l'approvazione.

sp