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Elezioni in Italia, vincono M5S e Lega. Tonfo Pd, Renzi si dimette

Foto Ansa
Scenari difficili per il post voto, nessuno ha la maggioranza per governare in autonomia

Elezioni in Italia, vincono Movimento 5 Stelle e Lega, ma non c'è maggioranza assoluta. Tonfo di tutte le forze del centrosinistra e soprattutto del Partito Democratico, il segretario Matteo Renzi si è dimesso ed apre subito la fase congressuale.

Uno spoglio molto, troppo lungo, così come le operazioni di voto, rallentate dal tagliando antifrode.
Caos a Roma, dove al quartiere Parioli sono giunte schede coi candidati sbagliati, e saranno richiamati quelli che avevano già votato, e a Palermo, dove i seggi si sono aperti due ore dopo per aver dovuto ristampare 200mila schede nella notte.
Dalle urne sono emersi pochi dati chiari: non c'è una maggioranza assoluta, ma due vincitori decisamente sì, M5S e Lega. I primi con oltre il 32% dei consensi, e i secondi che nella coalizione di centrodestra sono oltre il 17%, superando anche Forza Italia ferma al 14%. Malamente sconfitto il Pd, al 18,7%, nel pomeriggio sono arrivate le dimissioni del segretario Matteo Renzi, che pure entrerà in Senato, essendo stato eletto. "Staremo all'opposizione", ha detto al Nazareno.
Nel centrosinistra male anche +Europa di Emma Bonino che non arriva alla quota di sbarramento del 3%, superata invece di poco da Liberi e Uguali, che pure esce sconfitto, al 3,4%.
Ben diverso il voto dall'estero, il Pd è il primo partito, centrodestra secondo e 5Stelle terzi.
Le sfide uninominali si concludono quasi tutte malamente per il centrosinistra: in Puglia D'Alema è ultimo, male anche Grasso nella sua Palermo, così come la Boldrini, solo quarta a Milano; Luigi Di Maio a Napoli fa il pieno col 63%, entrano anche la Boschi a Bolzano, Casini a Bologna e Gentiloni che va molto bene a Roma, ma il ministro Franceschini a Ferrara va male, e a Pesaro il ministro Minniti è sotto al candidato 5Stelle, che pure aveva già annunciato di rinunciare al seggio poiché coinvolto nello scandalo rimborsopoli.
Difficile ipotizzare i possibili scenari: la prima seduta del Parlamento è il 23 marzo, per eleggere i presidenti di Camera e Senato. Il 25 marzo è l'ultimo giorno utile per i parlamentari per comunicare il gruppo di appartenenza. Solo dopo inizieranno le consultazioni del Quirinale: il Presidente della Repubblica Mattarella potrebbe conferire incarichi esplorativi al centrodestra, e in particolare a Salvini, divenutone il leader, e al M5S, ma entrambi avrebbero bisogno di appoggi per governare. Quali, è tutto da scoprire.

Francesca Biliotti