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Consiglio, Podeschi: "sui Centri estivi scelta di buon senso, per razionalizzare i costi garantendo qualità"

Aula consiliare al lavoro

La ratifica dell'Accordo sull'organizzazione dei centri estivi diventa l'occasione per Marco Podeschi di rispondere alle critiche dopo la riduzione degli orari e l'accorpamento di alcuni Castelli. C'è un problema di razionalizzazione dei costi, considerando il calo delle iscrizioni tra il 2016 e il 2017, che ha portato ad un disavanzo – spiega - di oltre 200.000 euro. Una scelta quindi di buon senso, tanto più che “la priorità dello Stato è garantire alle famiglie un servizio efficiente e di qualità, altrimenti è preferibile interromperlo, soprattutto se non essenziale”. Da qui la decisione di una riorganizzazione logistica delle attività per garantire un servizio valido sotto il profilo educativo ma al tempo stesso economicamente sostenibile. “Non è venuto meno alcun centro estivo – dice Podeschi - salvo per la sede nel Castello di Chiesanuova, per la quale nel 2018 è stato previsto il meccanismo della rotazione con il Castello di Acquaviva come già avviene per Faetano e Montegiardino, e nel castello di Serravalle”. Sia Acquaviva che Chiesanuova l’anno scorso hanno infatti registrato una media di 38 iscritti l'uno, di 33 l’altro. Dietro alla scelta non c'è solo una ragione economica ma anche di opportunità didattica. “Il plesso di Acquaviva – spiega Podeschi - è dotato di un servizio di ludoteca, di cui possono beneficiare i bambini nelle loro attività. Per questo si è deciso di avviare la rotazione a partire da questa struttura. I centri estivi – continua - devono presentare caratteri di discontinuità rispetto alle modalità didattiche utilizzate nel percorso scolastico, accentuando l’aspetto ludico”.
Quanto alla chiusura anticipata– altro tema oggetto di critiche - “per coloro che ne fossero impossibilitati per motivi lavorativi – assicura il segretario all'Istruzione - potranno avvalersi dell’orario prolungato alle 18:00 ”.
Podeschi conclude con una considerazione sul tempo che dedichiamo ai figli. “Ci lamentiamo sempre di non avere tempo a sufficienza per loro, anche molte istanze sull’introduzione della settimana breve nella scuola vertono su tale esigenza, e poi quando d’estate possiamo trascorrere più tempo con loro, cosa facciamo? Chiediamo che vengano tenuti il più possibile in un centro estivo, che per quanto valido non potrà mai sostituire il tempo trascorso dai bambini con i genitori”.
Le motivazioni del Segretario non convincono però la Dc che sostiene di non comprendere la logica dei tagli. “È assurdo che un genitore che risiede a Chiesanuova debba portare il proprio bambino in un altro castello”, sostiene Mariella Mularoni che si appella alle donne della maggioranza: “sono queste le politiche a sostegno di famiglie e delle madri? Non potete rimanere sorde alle richieste delle donne lavoratrici. L'educazione non può ridursi ad esigenze di budget”.
Giusto, per Marika Montemaggi, ascoltare le necessità dei genitori, invita però ad uscire dalla logica di avere i servizi sempre vicini a casa. Riflessione a cui si associa dall'opposizione Denise Bronzetti ricordando chi, in altre città Italiane macina chilometri per portare i propri figli a scuola. Guardando però al passato, ritiene che negli anni siano andate scemando le attività di vero vago e i momenti ludici.
Per la maggioranza la razionalizzazione va tenuta in debita considerazione. Per Nicola Selva c'è chi strumentalizza mentre Fabrizio Perotto si dice amareggiato che si cerchi la polemica su tutto, “anche su una tematica così semplice”. “L'offerta diversificata è stata bene accolta dalle famiglie – ricorda Marina Lazzarini - tanto che la frequenza nei centri statali si è dimezzata. Non è questione di bilancio ma di sostenibilità dell'iniziativa. Non mi sembra che la situazione sia così tragica come la dipinge qualcuno. La proposta statale è buona e di qualità, e risponde alle esigenze delle famiglie”.