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Per la Reggenza Fiorini-Carattoni chiesto il sindacato

Matteo Fiorini Enrico Carattoni

L'azione di sindacato è firmata da dieci esponenti di tutte le forze di opposizione, di cui sette consiglieri. Nel mirino la promulgazione di una legge di bilancio senza le necessarie coperture economiche rispetto agli impegni assunti in merito alle perdite di Cassa di Risparmio. Il riferimento va ai 480 milioni di garanzia per la copertura finanziaria dei debiti di Carisp deliberata ad ottobre. In sette pagine la minoranza ricostruisce i fatti, riporta date e contenuti di delibere del Congresso, del verbale dell'Assemblea di Carisp del 2 ottobre e rimanda a normative di riferimento. “La Reggenza Fiorini - Carattoni – si legge nelle conclusioni - ha promulgato una legge i cui contenuti sono in palese violazione delle norme sull'ordinamento contabile dello Stato, ed irriguardosa della ratio stessa di articoli della Dichiarazione dei Diritti dei Cittadini e dei Principi Fondamentali dell'Ordinamento Sammarinese. Secondo la minoranza la Reggenza avrebbe dovuto controllare e rimandare indietro la Legge, dato che “con la Promulgazione senza aver chiesto una nuova deliberazione al Consiglio Grande e Generale – scrivono i firmatari - ha a sua volta violato i disposti della dichiarazione dei diritti dei cittadini e dei principi fondamentali dell'ordinamento sammarinese, non ottemperando ai propri doveri di verifica di conformità formale o sostanziale della legge rispetto ai principi contenuti nella Dichiarazione dei Diritti e di garante dell'ordinamento costituzionale”. “Una mancanza che assume ancor più vigore – continua l'opposizione – se si considera la valenza dell'intervento normativo interessato. La Finanziaria è infatti di primaria rilevanza per lo Stato. Ciò avrebbe a maggior ragione dovuto imporre un approccio diligente, prudente ed equilibrato. Ulteriore aggravante: gli stessi Reggenti, pur avendo assistito al dibattito in cui si richiedeva con nota a verbale di non procedere all'approvazione del Bilancio in mancanza di coperture finanziarie per le uscite derivanti dalle garanzie prestate dallo Stato, hanno sostanzialmente aderito alla posizione del governo e in particolare del segretario Celli, presumibilmente senza avviare alcuna verifica né attivando i presidi di controllo che le norme costituzionali attribuiscono ai Capi di Stato”. L'azione di sindacato è stata depositata venerdì in Segreteria Istituzionale. Ora la parola passa al Collegio dei Garanti che dovrà verificarne l'ammissibilità. Ha cinque giorni per pronunciarsi: la risposta dovrebbe quindi arrivare entro mercoledì.

MF