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Tagli agli stipendi dei dirigenti pubblici: i sindacati chiedono di fermare la ratifica del decreto

Incontro Governo - sindacati
Dopo la pubblicazione del decreto delegato, arriva la reazione dei sindacati che chiedono di fermare tutto e arrivare a un testo condiviso.

In una fase di riforme annunciate e di ragionamenti sulla spending review, la questione accende gli animi: il taglio agli stipendi dei dirigenti pubblici. Una misura prevista da un decreto delegato del 30 aprile scorso che ha messo in allarme più di una categoria, visto che riguarderà anche i dirigenti della sanità. Su questo, ma non solo, si sono confrontati a palazzo Begni Governo e sindacati. In rappresentanza dell'Esecutivo, il segretario di Stato agli Affari Interni, Guerrino Zanotti, e il responsabile alla Sanità, Franco Santi. Si è trattato di un incontro generale durante il quale non si è arrivati a un esame dell'articolato, ma la posizione dei rappresentanti dei lavoratori è già chiara: “non si ratifichi il testo”. L'obiettivo è di arrivare a un decreto condiviso.

Il Governo non si pronuncia ancora ufficialmente sulla questione. Dalle parole del segretario di Stato Zanotti una volta terminato l'incontro, si comprende che si analizzeranno le istanze dei sindacati.

Il primo punto all'ordine del giorno è stato, invece, dedicato alla stabilizzazione dei lavoratori con contratti atipici nel pubblico allargato. I sindacati chiedono parità di diritti e di trattamento tra persone che lavorano come i normali dipendenti ma non ricevono lo stesso trattamento. Per questo, ci si aspetta un nuovo confronto con l'esecutivo.

Mauro Torresi

Nel servizio, le interviste a Milena Frulli (Segretario FPI-Cdls), Alessio Muccioli (Segretario FUPI-Csdl) e Giorgia Giacomini (Segretario FPI-Usl)